«Per educare occorre un’idea di uomo e soprattutto una pratica dell’humanum». Così scrive il Patriarca Scola nell’editoriale di questo dodicesimo numero di Oasis. È su questa idea che si fonda buona parte della rivista. Abbiamo voluto percorrere un ulteriore passo dopo i quaderni sulla Tradizione (n. 10) e sull’Educazione (n. 11) per cercare di rispondere alle domande sul contenuto dell’educazione (in ultima analisi: qual è la proposta?) e sul rapporto tra educazione e vita pubblica nelle società odierne, connotate volenti o nolenti dal pluralismo. Ne scaturisce l’esplorazione dei temi dell’appartenenza religiosa e della laicità “positiva”, e del rapporto tra queste due dimensioni, proprio a partire dalla e dalle proposte educative che vengono dalle tradizioni. Ma oggi non basta soltanto “tramandare”, poiché occorre rispondere alla sfida che l’esperienza della nostra epoca, segnata dal disincanto e dall’incertezza, ci pone.
- Troppe scintille nella polveriera delle identità - Asghar-Ali Engineer
- Decalogo per imparare la fiducia nel Creatore - Mohamed Samaha
- Quando i deformatori salgono in cattedra - Hani Fahs
- Il sistema che vuole far convivere le differenze - Antoine Messarra
- La complessa eredità della prima generazione - Abdullah Sahin
- I nuovi predicatori arrivano via satellite - Ridwan Al-Sayyid
- Dalle madrase del Medio Evo all’urto della globalizzazione - Robert-W. Hefner
- I sistemi di istruzione nell’Europa del pluralismo - Paolo Cavana
- Alla scuola del “fare con” si comincia dal desiderio - Paolo Gomarasca
- Quella falsa lotta tra credenti e non credenti - Iain Benson
- Dopo la stagione dell’isolamento diritto e religione tornano alleati - John Witte
- Cittadino, comunità, Stato. Per una critica della ragione moderna - Jean-Marie Lustiger
















