Perché il terrorismo viola la Shari'a

Dr. Omar Najm ad-Din Enja al-Jabbari  11/05/2009

In una prospettiva islamica, i mezzi vanno giudicati secondo i fini che si propongono, in bene e in male. Infatti la bontà di un mezzo è ordinata alla bontà dei fini. Per questo non è lecito sostenere alcun mezzo, fosse anche lecito nella sua essenza, se conduce a un fine non sciaraitico o contribuisce a un tale risultato.

Dopo l'occupazione del 2003, in Iraq si sono prodotti comportamenti interni ed esteri di cui si può dire che essi sono apparentemente leciti, ma servono fini non sciaraitici e hanno condotto a grandi mali: uccisione di innocenti, divisioni e odio tra le componenti del paese, emigrazione forzata delle famiglie verso regioni sicure dentro e fuori il paese per poter preservare la vita. Tutto questo ha condotto a un'anarchia nella società. Se consideriamo questi crimini e l'abilità necessaria per condurli a termine, troviamo che si sono prodotti gradualmente e non tutto d'un tratto. Questa è per noi una prova del fatto che vi sono gruppi collegati che agiscono per seminare distruzione e caos, per i loro interessi politici ed economici: in poche parole, un commercio con il sangue degli innocenti.

Ad esempio, per la Shari'a, vendere le armi è lecito in sé perché servono per la difesa della propria vita, dei beni e dell'onore etc. Ma se si sa che esse saranno utilizzate per uccidere gli innocenti o impaurirli, in questo caso la loro vendita non è lecita perché diventano mezzi per atti contrari alla Legge e da essa vietati. Né è lecito collaborare con chi li compie.

Per questo agli stati confinanti con l'Iraq e agli altri paesi non è lecito finanziare i gruppi e gli elementi interni al paese che soffiano sul fuoco della guerra contro l'umanità, avendo come scopo l'uccisione degli innocenti. Allo stesso modo agli 'ulama' e agli uomini di religione non è lecito aizzare i seguaci facendo delle loro parole un mezzo per uccidere e danneggiare gli altri, come è successo di recente e continua a succedere, al punto che si è arrivati a distruggere o incendiare luoghi sacri. Ancora, non è lecito agli uomini di stato e a quanti hanno un'influenza materiale o nelle istituzioni dire o agire in segreto contro gli interessi primari dell'uomo. E ancora non è lecito al singolo comportarsi in modo ipocrita con il proprio fratello innocente.

Se invece il mezzo porta a un fine lecito, allora occorre assecondarlo in ogni modo.