Paolo Gomarasca, Meticciato: convivenza o confusione?, Marcianum Press, Venezia 2009
Il meticciato, inteso come processo di incontro e fusione di culture diverse, ha sempre accompagnato la storia umana. A dispetto di ogni illusione di purezza, è storicamente vero che quando le culture sono vitali, allora è possibile che avvengano meticciati. In altre parole, le culture non sono blocchi monolitici, bensì processi ininterrotti di autocomprensione e interscambio.
Questo dato di fatto non dev’essere equivocato: da processo in atto il meticciato non può in alcun modo diventare una strategia politica, paragonabile a quella - peraltro rivelatasi fallimentare - del multiculturalismo; oltre tutto, il fenomeno della mescolanza non sempre avviene in modo pacifico. Ciò che è umanamente decisivo non è che le persone e le culture si mescolino (cosa del tutto contingente), bensì il fatto che tra persone e tra culture si stabiliscano relazioni di riconoscimento reciproco (cosa che, quando manca, disumanizza persone e culture). Si tratta allora di capire se i luoghi dove concretamente si genera il bene del riconoscimento, come – ad esempio – la famiglia e la società civile -, sono in grado di ospitare processi di meticciato che ne arricchiscono l’intrinseco potenziale relazionale.
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Recensioni
di Giacomo Samek Lodovici, pubblicata sul quotidiano Il Riformista il 2 aprile 2009