Di tutte le definizioni tentate per descrivere gli eventi che hanno investito il Nord Africa e il Medio Oriente dall’inizio del 2011 in poi, quella più calzante sembra essere “primavera fugace”, un binomio che sa dire allo stesso tempo la speranza di cambiamento e la fragilità che le rivolte arabe portano con sé. Addentrarsi in questa fugacità vuol dire indagare sui veri protagonisti, a volte rimasti nell’ombra, dei movimenti di piazza; su chi e come intende ora raccogliere i frutti dell’azione audace dei manifestanti e assumere il governo di Stati che devono fronteggiare al loro interno una domanda di libertà esplosiva; su come suonano le parole-chiave dei dibattiti politici ed elettorali: democrazia, partecipazione, diritti e, soprattutto, laicità, una categoria tanto determinante quanto variamente interpretata e fraintesa in società che devono fare i conti col pluralismo venuto alla luce con le rivoluzioni e governarlo. Senza dimenticare che ciò che accade lungo la sponda meridionale del Mare Mediterraneo influenza anche i Paesi euro-atlantici.
- Sbrogliare la matassa secolare - Jennifer Marshall
- Al di là del muro tra Chiesa e Stato - John Witte - Justin Latterell
- Diversi, ma insieme verso una nuova cittadinanza - Salim Daccache
- Il vecchio non basta, il nuovo spaventa - Dominique Avon
- La fatica del cantiere laico - Hoda Nehmé
- Il prezzo del fallimento ottomano - Mark Movsesian
- Se l’«infelicità» araba scuote l’Europa e l’America - Vittorio-Emanuele Parsi
- Una svolta incerta e dolorosa - Moncef Djaziri
- La religione al servizio del Re - Madawi Al-Rasheed
- Mubarak e l'esercito: divorzio all'egiziana - Tewfik Aclimandos
- Sul crinale di Piazza Tahrir - Antonios Naguib
- Islamismo e laicità: l’utile equivoco - Malika Zeghal
- Buon governo, individuo e libertà di fede - Olivier Roy
















