La ricerca sulla categoria di meticciato di civiltà e di culture trova nel magistero di Giovanni Paolo II un prezioso sostegno. Nei seguenti stralci, tratti dai discorsi tenuti dal Papa in occasione dei suoi numerosi viaggi apostolici in America Latina, emerge una duplice consapevolezza: in primo luogo la fede cristiana è stata un potente fattore di meticciato, trasformando l'antica pluralità etnica e antagonistica "in unità fraterna e di destino"; in secondo luogo la fede cristiana "si meticcia", senza per questo perdere la sua specificità, come dimostra il culto della Vergine di Guadalupe. L'idea dunque è chiara e Giovanni Paolo II la espresse in modo sintetico nel suo messaggio in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 2005, che evidenzia la presa di distanza dall'ideologia del multiculturalismo: «Una semplice giustapposizione di gruppi di migranti e di autoctoni tende alla reciproca chiusura delle culture, oppure all'instaurazione tra esse di semplici relazioni di esteriorità o di tolleranza. Si dovrebbe invece promuovere una fecondazione reciproca delle culture».
Stralci di discorsi di Sua Santità Giovanni Paolo II
Ci si presenta ora l'eccezionale sfida della continua inculturazione del Vangelo nei vostri popoli, tema che dovrete affrontare con lungimiranza e profondità nei prossimi giorni. L'America Latina offre, in Santa Maria di Guadalupe, un grande esempio di evangelizzazione perfettamente inculturata. Infatti, nella figura di Maria - dai primordi della cristianizzazione del Nuovo Mondo e alla luce del Vangelo di Gesù - si incarnarono autentici valori culturali indigeni. Nel volto meticcio della Vergine del Tepeyac si riassume il grande principio dell'inculturazione: l'intima trasformazione degli autentici valori culturali mediante l'integrazione nel cristianesimo e il radicamento del cristianesimo nelle varie culture (Redemptoris missio, 52).
Viaggio apostolico a Santo Domingo
Apertura dei lavori della iv conferenza generale
dell'episcopato latinoamericano
discorso di Giovanni Paolo II
Santo Domingo (Repubblica Dominicana) - lunedì, 12 ottobre 1992
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In questo spirito, il mio messaggio di oggi da Popayán si rivolge a tutto il popolo di Dio della regione sud-occidentale, e in modo particolare ai cari figli e figlie delle comunità indigene qui presenti, così come a tutti gli "indios" sparsi per la vasta geografia della Colombia. Voi siete oggetto di un amore preferenziale della Chiesa e occupate un posto privilegiato nel cuore del Papa. Vedo in voi la presenza degli aborigeni dell'immenso continente americano che cinque secoli fa si incontrò con il continente europeo, formando, con la fusione di razze e culture, il ricco panorama etnico del Nuovo Mondo (cf. Puebla, 409).
Pellegrinaggio apostolico in Colombia
incontro con gli indigeni
omelia di Giovanni Paolo II
Cauca (Colombia) - venerdì, 4 luglio 1986
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Gli uomini e i popoli del nuovo meticciato americano furono generati anche dalle novità della fede cristiana. E nel volto di nostra Signora di Guadalupe sono simboleggiate la potenza e la solidità di quella prima evangelizzazione.
Viaggio apostolico a Saragozza,
Santo Domingo e Puerto Rico
celebrazione della parola
Omelia di Giovanni Paolo II
SantoDdomingo - venerdì, 12 ottobre 1984
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Le radici culturali del vostro Paese sono impregnate del messaggio cristiano. La storia del Perù si è venuta svolgendo al calore della fede, che l'ha ispirata e che ha impresso un proprio sigillo alla vita della nazione e alle sue consuetudini. Alla luce della fede si è venuta modellando una nuova sintesi culturale meticcia che unisce in sé l'eredità autoctona americana e l'apporto europeo.
Viaggio apostolico in Uruguay, in Bolivia, a Lima e in Paraguay
incontro di Giovanni Paolo II
con gli uomini di cultura e con gli imprenditori
nel seminario «SanTtoribio»
Lima Pperù) - domenica, 15 maggio 1988
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L'episcopato, con le sue azioni individuali e nei consigli provinciali, caratteristici dell'America Latina, ha intrapreso, come missione evangelizzatrice non secondaria, il processo di trasformazione delle condizioni sociali degli indigeni, elaborando un piano secondo il quale i nativi potevano vivere la religione cristiana e assimilare i valori di una cultura esterna senza perdere la propria. Da lì nasce la religiosità latinoamericana, autenticamente meticcia. Occorrerebbe mettere in rilievo l'opera di difesa dei diritti degli indios, intrapresa dai religiosi e missionari tra molte difficoltà, e realizzata da vescovi della levatura di Juan del Valle, Agustín de la Coruña e Luis Zapata de Cárdenas, che ottennero una legislazione sociale più giusta.
Pellegrinaggio apostolico in Colombia
incoronazione dell'effigie di
«nostra signora della candelora» nel campo di Cambacù
omelia di Giovanni Paolo II
Cartagena (Colombia) - domenica, 6 luglio 1986
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Giungo in un Paese dove la fede cattolica servì da fondamento al meticciato che trasformò l'antica pluralità etnica e antagonistica in unità fraterna e di destino. Non è quindi possibile comprendere il Messico senza la fede portata dalla Spagna a queste terre dai dodici primi francescani e consolidata in seguito dai domenicani, dai gesuiti, dagli agostiniani e da altri predicatori della Parola salvifica di Cristo. Oltre all'opera evangelizzatrice, che fa del cattolicesimo parte integrante e fondamentale dell'anima della Nazione, i missionari lasciarono profonde tracce culturali e prodigiose espressioni d'arte che sono oggi motivo di legittimo orgoglio per tutti i messicani e ricca espressione della loro civiltà.
Viaggio apostolico a città del Messico
e a Saint Louis (22-28 gennaio 1999)
cerimonia di benvenuto
discorso di Giovanni Paolo II
aeroporto internazionale di città del Messico - venerdì, 22 gennaio 1999
* Fonte: Libreria Editrice Vaticana