Pia de Simony - Marie Czernin, Elias Chacour israeliano palestinese cristiano

Natalino Bonazza
Pia de Simony - Marie Czernin, Elias Chacour israeliano palestinese cristiano

Pia de Simony - Marie Czernin, Elias Chacour israeliano palestinese cristiano, Marcianum Press, Venezia 2009

Anche le istanze più urgenti, se ridotte a formula, perdono il loro peso e la loro attrattiva. E’ il rischio che corre l’emergenza educativa: dopo averla rilevata, ammessa e denunciata nelle sue manifestazioni più rattristanti occorre chiedersi che cosa stiamo facendo per affrontarla. Cresce la folla degli spettatori o aumenta il numero di chi si mette all’opera? Diventa un tema interessante per gli opinionisti o piuttosto è un fatto che attira una comune passione educativa? Ovviamente non si tratta di mettere in alternativa conoscenza e azione, giudizio critico ed esperienza, ma piuttosto di riportarli all’unità di un soggetto comunitario, che ancora fatica a trovare senso e a dare concretezza al suo compito. Infatti è proprio nell’ambito educativo che la tentazione a rassegnarsi si affaccia prepotente e l’adulto di fatto abdica quando non sa più che cosa trasmettere, perché non sa ancora a chi appartiene. Per ripartire occorrono persone che abbiano il coraggio e la lungimiranza di educare ancora, occorre confrontarsi con testimonianze che ne significhino l'autentica bellezza.
Se il mondo ha bisogno di testimoni prima ancora che di maestri, il metodo del racconto ha una sua efficacia persuasiva e feconda. Proprio per questo motivo l'editrice Marcianum Press ha inteso inserire nella collana “Colere hominem” e proporre al lettore italiano l'opera di Pia de Simony e Marie Czernin, Elias Chacour: israeliano, palestinese, cristiano, già pubblicata da Herder nel 2007.
La vicenda di quest'uomo, palestinese cristiano cittadino d'Israele, si rivela attualissima perchè emblematica, sia sotto il profilo del percorso personale, sia nella dimensione ecclesiale: descrive infatti il contributo importante che i cristiani offrono alla convivenza dei popoli nel Medio Oriente mediante la costituzione di istituzioni scolastiche e di opere educative. Tuttavia ciò che colpisce di più è il senso della vita come vocazione, rintracciato attraverso i ricordi raccolti senz'altro dalla viva voce del protagonista. Essi riguardano gli affetti, le motivazioni interiori, le reazioni dinanzi alle circostanze, talora attese e molto spesso inattese, le speranze sostenute da un profondo spirito di fede... Insomma ne viene una testimonianza di vita a tutto tondo da cui lasciarci provocare e mettere a confronto, come ha ben avvertito Stefano Grandesso scrivendo la postfazione.
E' un libro che fa bene a chi l'educazione ce l'ha nel cuore e vuole stare al suo compito ad occhi aperti, senza abdicare, ma ripartendo da un'unità più profonda dentro di sé e con la comunità educante di cui fa parte.