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Quando e perché costruire chiese in Medio Oriente e moschee in Occidente

Intervista rilasciata da S. E. Mons. Ballin, Vicario Apostolico in Kuwait alla BBC

Redazione | lunedì 5 maggio 2008

D. E’ vero che il Vaticano ha trattative segrete per costruire una chiesa in Arabia Saudita?
R. Sono sicuro che non e’ vero.

D. Ma, guardi che anche il Nunzio Mounjed al-Hashem lo ha dichiarato in Qatar.
R. Non ero vicino al Nunzio quando ha rilasciato la sua intervista, per cui non so cosa egli abbia detto. Tuttavia posso dire che il giorno in cui ci fosse una chiesa in Arabia Saudita, sara’ un giorno storico per l’Arabia Saudita, per tutti i paesi arabi e per il mondo intero.

D. E’ vero che il Vaticano sta facendo pressione sull’Arabia Saudita per poter costruire una chiesa in Arabia Saudita?
R. Il Vaticano non fa mai nessuna pressione ne’ sull’Arabia Saudita ne’ su nessun altro Stato, ma chiede a tutti gli Stati che siano rispettati i diritti fondamentali dell’uomo e, tra questi, la liberta’ religiosa. Chiede che siano rispettati tutti i diritti, non solo quello della liberta’ religiosa.

D. E’ vero che in Arabia Saudita i cristiani celebrano nelle case, nelle ambasciate e in alcune sale?
R. Non sono mai stato in Arabia Saudita e quindi non posso rispondere a questa domanda.

D. Il Vaticano accetterebbe la costruzione di una moschea nel Vaticano stesso?
R. Un luogo di culto non e’ un ornamento di una religione ma un posto in cui si riuniscono i fedeli per pregare. Perche’ costuire una moschea in Vaticano quando in esso non c’e’ nemmeno un musulmano?

D. Ma il motivo per cui l’Arabia Saudita non concede la costruzione di chiese e’ lo stesso, cioe’ non ci sono cristiani locali. E i cristiani stranieri che si trovano in Arabia Saudita sono li’ solo di passaggio.
R. L’Arabia Saudita, su questo punto, ha una realta’ simile a quella del Kuwait. Non e’ vero che i cristiani che si trovano in questi paesi del Golfo sono di passaggio. Vi si fermano per 10-20-30-40 anni! Come rispettiamo i musulmani nelle loro esigenze religiose perche’ non rispettiamo anche i cristiani?

D. Ma in Kuwait ci sono 450 cristiani locali e ci sono 20 chiese.
R. Non e’ vero che ci sono 20 chiese. E i 450 cristiani locali non sono da paragonare al grandissimo numero dei cristiani immigrati dall’India, dalle Filippine, dal Bangladesh, dallo Sri-Lanka, dai paesi arabi e dai paesi europei.

D. Il Vaticano accetterebbe la costruzione di una chiesa non cattolica nel Vaticano stesso?
R. In Vaticano sono tutti cattolici, quindi per chi sarebbe questa chiesa? Comunque, questo e’ un argomento che deve essere affrontato nel dialogo tra il Vaticano e le Chiese non cattoliche interessate.

D. In Italia pero’ solo i musulmani italiani e quelli naturalizzati italiani possono entrare in moschea, non tutti i musulmani.
R. Non e’ vero. In Italia qualsiasi musulmano puo’ entrare in moschea, che sia egli italiano o naturalizzato o straniero. La moschea e’ aperta a tutti.

D. Quanti sono i musulmani in Italia?
R. E’ difficile saperlo perche’ molti arrivano in modo illegale. Lei sara’ al corrente delle preoccupazioni del Governo italiano su questo punto. Molti musulmani entrano in Italia e in Europa in modo illegale e percio’ e’ difficile sapere quanti sono. Tuttavia, posso affermare che in Italia ci sono ben 660 moschee!

D. Lei e’ al corrente della Fatwa (sentenza) che proibisce che nel Golfo ci siano altre religioni oltre l’Islam?
R. Si’, sono al corrente. Ma questa Fatwa e’ basata su un Hadith (Tradizioni) e non su un versetto del Corano. L’Islam riconosce lo stesso livello di rivelazione al Corano e alla Tradizione?

D. In Kuwait potete celebrare fuori della chiesa ufficialmente riconosciuta?
R. No, non si puo’. Cerchiamo di rispettare la legge locale.

D. Lei sa se c’e’ una legge che proibisce di usare simboli esterni (campanile, croci, ecc.) nelle chiese nel Golfo?
R. Non so se e’ una legge, comunque non ne ho ancora avuto tra le mani il suo testo scritto. Ma quello che e’ importante per noi e’ il luogo di preghiera, non i segni esterni. Per esempio, nella nuova chiesa di Qatar o in quelle di Dubai o di Abu Dhabi non ci sono segni esterni. E questo per noi non costituisce nessun problema. Quello che vogliamo e’ solo un posto sufficiente perche’ i cristiani possano pregare in pace.

D. In Kuwait e’ possibile cambiare religione?
R. Vorrei che in Kuwait e in tutti i paesi arabi fosse messo in pratica quel versetto del Corano che dice: “Non ci deve essere nessuna costrizione nella religione” (La Ikrah fi-d-Din).

D. Se un musulmano viene da Lei e le chiede di farsi cristiano, Lei lo accetta?
R. Il problema e’ complesso. Infatti, dobbiamo rispettare da una parte la liberta’ di coscienza del richiedente e dall’altra le leggi del paese. Ci sono responsabili ufficiali con i quali si puo’ discutere questo problema?

D. Il Pastore Emanuil Gharib, Pastore della Chiesa anglicana in Kuwait, una volta ha dichiarato nei nostri Studi televisivi che lui non vuole andare a Gerusalemme ne’ a Betlemme perche’ sono terre occupate da Israele. Lei si oppone a lui?
R. Il Pastore Emanuil Gharib e’ Pastore della Chiesa evangelica e non di quella anglicana. Comunque, non posso oppormi a lui personalmente perche’ lo stimo molto e gli voglio molto bene. Ma mi oppongo al suo pensiero. Infatti, dobbiamo distinguere tra Stato e Religione, non dobbiamo unire lo Stato alla Religione.

D. Ma guardi che anche il Papa Shenouda III (dei copto-ortodossi) ha la stessa posizione del Pastore Emanuil Gharib, quindi Lei si oppone anche al Papa Shenouda III?
R. Lo so che il Papa Shenouda III ha vietato ai suoi copto-ortodossi di andare in Terra Santa per manifestare in tal modo contro l’occupazione israeliana e quando Lei mi ha chiesto del Pastore Emanuil Gharib io ho pensato immediatamente anche al Papa Shenouda III. Ma ripeto la stessa risposta: non dobbiamo unire Stato e Religione. Dobbiamo distinguere tra la forza dello Stato e la liberta’ dello spirito.

D. Una volta Lei ha dichiarato nei giornali che i musulmani non presentano bene il cristianesimo. Perche’?
R. Noi chiediamo che il cristianesimo sia presentato come questi vuole essere presentato. Quindi un musulmano deve presentare il cristianesimo basandosi sulle fonti cristiane e non solo sulle fonti islamiche. Lo stesso lo chiediamo ai cristiani, che presentino l’Islam basandosi sulle fonti islamiche.

D. In Kuwait c’e’ la minoranza della Scia e quella dei cristiani. Volete opporvi alla maggioranza sunnita?
R. E’ vero che la Scia in Kuwait e’ una minoranza, come lo e’ anche il cristianesimo. Ma con questo noi non itendiamo opporci a una maggioranza ma solo vivere con la maggioranza e con tutti nel dialogo fraterno.

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