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Interpellati dalla Tunisia, e viceversa

Martino Diez | venerdì 22 giugno 2012

Signor Presidente,

Desidero esprimerLe la nostra gratitudine per la Sua presenza tra noi quest’oggi e per le parole che ci ha rivolto. In questi giorni, abbiamo avuto la possibilità di conoscere più da vicino la realtà plurale della Tunisia post-rivoluzionaria.
Questo Paese è stato molto generoso con noi. Per tutti i nostri partecipanti, il soggiorno in Tunisia è stato l’occasione di un grande arricchimento. Siamo stati colpiti dalla varietà di punti di vista presenti nella società e al tempo stesso dal clima di libertà e dalla ricerca, da parte di molti, di un dialogo reale.

E siamo usciti confermati nella convinzione che, come il sotto-titolo del nostro incontro dichiara, la Tunisia interpella l’Occidente, nel senso che Lei ha appena ricordato, a riflettere su alcuni aspetti del suo modello.
Sì, è vero anche il contrario. È per questa ragione che parliamo di una rilevanza culturale dell’Occidente per i Paesi arabi e viceversa, ciò che per noi rientra nel concetto più generale di meticciato di civiltà, e del ruolo che cristiani e musulmani possono svolgervi.

Signor Presidente, attraverso gli strumenti della nostra Fondazione, noi lavoriamo per un incontro tra le diverse culture e civiltà. Grazie della Sua presenza, che ci onora grandemente!

 

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