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Se i profughi parlano la lingua di Gesù

P. Imad Twal | giovedì 28 febbraio 2013

Avete letto sui giornali dell’imponente esodo di famiglie siriane che fuggono o sono state cacciate dalle loro case, dai loro villaggi, dalle loro città? Sono in cerca di Paesi che li accolgano come ospiti e diano loro una casa. Alcuni parlano aramaico e sentire il” Barokmur Abuna” (ci benedica, padre) nella lingua di nostro Signore mi fa capire quanto il suo messaggio di amore e speranza ci sia vicino. È quanto cerchiamo di vivere nel nostro centro Our Lady of Peace (OLOPC).

A partire dal novembre 2012, l’OLOPC ha iniziato ad accogliere fratelli e sorelle in Cristo provenienti dalle città siriane di Hassake, Lattakia, Aleppo e Damasco. Cristiani e musulmani, alla ricerca di un tetto che li ospiti. Di solito hanno bisogno di una sistemazione per qualche settimana, prima di riuscire a spostarsi, e gli hotel sono troppo cari per loro. In Giordania l’inverno è particolarmente difficile, con il freddo e talvolta anche la neve. Finora abbiamo accolto più di 35 famiglie, ognuna di esse costituita da persone con gli stessi problemi derivanti dalla necessità di dover lasciare in poco tempo la propria casa. Non si tratta solo di bisogni materiali e finanziari, ma anche sentimentali e spirituali. Hanno bisogno che gli si mostri l’amore di Dio nella sua pienezza.

L’OLOPC è un ponte che, con mezzi umani, fa arrivare ai bisognosi la grazia di Dio. L’OLOPC è stato fondato per essere una casa per le persone con disabilità, ognuna delle quali ha le sue abilità, i suoi talenti e i suoi doni. L’OLOPC è una scuola in cui si educano le persone alla vita e alla comunione. È una chiesa di fratellanza e amore tra le comunità e le fedi. L’OLOPC è una casa aperta a tutti, ed è per questo che diamo il benvenuto a questi ospiti siriani.

Il beato Giovanni Paolo II diceva «Non abbiate paura! Spalancate le porte a Cristo». È questo il messaggio che giunge a queste famiglie siriane, a tutti gli altri rifugiati siriani e a noi: «aprite il vostro cuore all’amore di Dio. Troverete in Lui un mistero di amore. Amate Dio, servite Dio, e tutto qui (Santa Chiara d’Assisi).
L’OLOPC esprime il suo ringraziamento e la sua gratitudine a tutti gli amici che ci hanno aiutato a tenere aperto il Centro per la nostra missione umanitaria originaria a favore dei fratelli e delle sorelle con disabilità e ora dei nostri nuovi amici siriani. «Dona qualcosa, anche se piccolo, a chi è nel bisogno. Perché non è piccolo, per chi non ha niente. Niente è piccolo per Dio, se abbiano dato ciò che potevamo (S. Gregorio Nazianzeno).

Dobbiamo cercare di mostrare, nelle testimonianza e nella comunione , che siamo un’unica Chiesa cattolica e apostolica.
 

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