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Religione e società

Disarmali, disarmaci

La preghiera dei vescovi francesi dopo gli attacchi a Parigi di venerdì 13 novembre, scritta nello "spirito di Tibhirine" da fra Dominique Motte, del convento domenicano di Lille.

Disarmali: già ci eravamo abituati al fatto che questa violenza estrema sia il sinistro pane quotidiano in Iraq, Siria, Palestina, Repubblica Centrafricana, Sudan, Eritrea, Afghanistan. Oggi raggiunge noi. Come non vedere che potrebbe a sua volta suscitare presso di noi violenze senza fine o una caduta progressiva nella paura o nella disperazione?

Disarmali: sorgano anche tra loro dei profeti, che gridino la loro indignazione, la loro vergogna di vedere a tal punto sfigurata l’immagine dell’Uomo, l’immagine di Dio, e la convinzione che agendo in questo modo essi stanno scavandosi definitivamente la fossa.

Disarmali, dandoci, se è necessario, poiché è necessario, di prendere le misure necessarie per proteggere gli innocenti, con determinazione. Ma senz’odio.

Disarma anche noi. In Francia, in Occidente, la storia spiega molte cose, senza per questo giustificare in alcun modo il circolo della vendetta. Donaci Signore di saper ascoltare profeti guidati dal tuo Spirito. Che non disperiamo mai di cercare di capire, anche se restiamo confusi dall’ampiezza del male in questo mondo.

Disarmaci. Non lasciarci arroccare dietro porte chiuse, dietro memorie sorde e cieche, dietro privilegi che non vorremmo condividere.

Disarmaci a immagine del tuo Figlio adorato. La sua logica interiore è la sola che possa essere all’altezza degli eventi che ci colpiscono. «Nessuno mi toglie la vita. Sono io che la dono».

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