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Rassegna stampa

Donna-kamikaze si fa esplodere nel centro di Istanbul: morto un poliziotto

L’attentato, davanti alla sede della polizia a poca distanza da piazza Suntanhamet, rivendicato dal fronte rivoluzionario della liberazione, movimento vicino all’estrema sinistra

Secondo attentato in meno di una settimana nel centro di Istanbul. Oggi pomeriggio una donna kamikaze si è fatta saltare in aria in una stazione di polizia della capitale, uccidendo un agente e ferendone un altro in modo serio. L’attacco è avvenuto nel distretto di Sultanahmet, area turistica di gran pregio, sia per il suo quartiere storico, sia per l’omonima piazza. E proprio una caserma che ospita la polizia turistica è stata presa di mira.

Il governatore di Istanbul, Vasip Sahin, ha riferito che la donna è entrata nell’edificio dicendo di aver perso il portafoglio. «Parlava in inglese», ha aggiunto, e gli agenti hanno pensato che si trattasse di una turista. Alla donna, che indossava il niqab, è stato comunque impedito l’accesso e a quel punto c’è stata la deflagrazione.

Immediatamente sono scattati i soccorsi e i due feriti sono stati trasportati in ospedale. Per uno di loro però non c’è stato nulla da fare. Nell’intera area dell’attentato è stato sospeso il servizio dei mezzi pubblici e la zona è stata isolata dalle forze di sicurezza. La donna kamikaze, dilaniata dall’esplosione, non è ancora stata identificata. Secondo il premier Davutoglu, la terrorista aveva con sé altri due ordigni che però sono stati disinnescati «evitando che vi fossero molte più vittime».

L’attacco è stato rivendicato dal Partito-Fronte rivoluzionario del popolo rivoluzionario (Dhkp-c), di ispirazione marxista-leninista, inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche dalla Turchia, dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea.
Gli attacchi suicidi sono diventati rari in Turchia da quando il governo ha avviato colloqui di pace nel 2012 con il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), gruppo armato che per decenni ha portato avanti una sanguinosa insurrezione armata contro il potere di Ankara.
Il Dhkp-c ha però continuato a compiere attentati sporadici, compreso un attacco kamikaze all’ambasciata americana nel 2013: nell’esplosione morì una guardia addetta alla sicurezza. L’attività eversiva del Dhkp-c è stata comunque particolarmente attiva soprattutto negli anni Settanta.

Per quanto riguarda l’attacco avvenuto giovedì scorso sempre nel centro di Istanbul, le autorità non hanno rivelato l’identità dell’uomo che ha attaccato, lanciando una bomba a mano e sparando con un fucile automatico, un edificio che ospita gli uffici del primo ministro Ahmet Davutoglu. L’uomo era stato arrestato dalle forze di sicurezza.

La Stampa

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