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Religione e società

La rivoluzione dell’Islam secondo il presidente al-Sisi

Il generale al-Sisi in un discorso ufficiale ha auspicato il 1° gennaio scorso una «rivoluzione religiosa» all’interno dell’Islam, riconoscendo che il pensiero islamico contemporaneo ha un problema con la violenza non più rinviabile. Ma per coglierne tutto il significato, occorre interpretare le sue parole nel contesto religioso-politico dei Paesi musulmani.

Il presidente egiziano generale Abdel Fattah al-Sisi

Il discorso che il generale al-Sisi ha tenuto il 1° gennaio scorso di fronte alle principali autorità religiose egiziane è probabilmente senza precedenti nella storia contemporanea del mondo arabo-islamico. Non è la prima volta che il presidente egiziano esprime pubblicamente e in modo non formale un’opinione sull’Islam e sul modo in cui esso viene vissuto e interpretato. Lo aveva fatto per esempio nell’agosto scorso, intervenendo alle celebrazioni per la “notte del destino” (la notte in cui secondo i musulmani è stato rivelato il Corano), durante le quali aveva affermato che «molti conoscono a memoria il Corano, ma ci sono persone che conoscendo il Corano a memoria ci uccidono.
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