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Rassegna stampa

Libia, il governo "legittimo" attacca Tripoli

Si combatte attorno a Tripoli. La capitale libica, in mano alle forze islamiste, è assediata da truppe dell'esercito fedele al generale Khalifa Haftar, capo delle forze armate dal governo "ufficiale" con sede a Tobruk.

Si combatte a ovest della capitale, ma intanto i caccia dell'aviazione hanno bombardato l'aeroporto internazionale, il Mitiga, e altre postazioni usate dalle forze di Tripoli.

I caccia di Haftar hanno colpito le postazioni delle milizie filo-islamiche Fajr nelle zone di al Zawiya, al Ajilat e al Jamil. Un alto ufficiale vicino ad Haftar, Abdel Razzaq al Nathuri, ha garantito che le sue truppe "entreranno a Tripoli da diverse direttrici".

La tv al-Nabaa, che ha sede nella capitale, aggiunge che gli aerei di Haftar hanno colpito anche l'aeroporto di Zuwara, 108 chilometri a ovest di Tripoli e 60 chilometri a est del confine con la Tunisia.

L'Is minaccia: Misurata come Mosul. "Trasformeremo Sirte in un inferno come Falluja, e Misurata sarà la nostra Mosul": è la minaccia dell'Is, che in video pubblicato sui social e citato dai media locali accosta i nomi delle città libiche a quelli delle città irachene divenute roccaforti dei jihadisti sunniti. Nel video si minacciano anche le milizie islamiste Fajr al potere a Tripoli: "Stringono le mani ai crociati".

Gentiloni: negoziati "più urgenti". "Ci sono tensioni sul terreno nei dintorni di Tripoli e a Sirte", ha confermato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. "Questo non rende meno urgente ma più urgente un buon risultato del negoziato".

Mogherini (Ue) invoca un governo di unità nazionale. L'Alto rappresentante Ue per la Politica estera e di Sicurezza comune, Federica Mogherini, ha lanciato un appello al dialogo: "L'Ue è consapevole delle tremende sfide e difficoltà che le autorità locali e la popolazione in Libia sono chiamati ad affrontare. I leader municipali, costituendo la prima linea in Libia, possono giocare un ruolo cruciale per arrivare alla fine del conflitto".

Mogherini ha invitato tutte le parti a partecipare "costruttivamente per assicurare la rapida formazione di un governo di unità nazionale in grado di portare avanti la transizione democratica e dare il via alla ricostruzione del Paese".

E adesso gli occhi sono puntati su Bruxelles, dove lunedì e martedì l'Ue ospiterà 34 sindaci e capi tibù locali.

L'allarme dell'Onu. I raid si inscrivono in un'operazione lanciata dai militari fedeli al governo di Tobruk per riconquistare Tripoli, che già ieri era stata duramente criticata dall'inviato Onu Bernardino Leon, impegnato in un difficile negoziato sulla crisi libica. "Le attività militari sul terreno sono inaccettabili", diceva Leon, parlando di una "grave minaccia che condizionerà il negoziato".

Avvenire

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