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Rassegna stampa

Macron applaude l’Italia per il lavoro sull’immigrazione

[Shutterstock]

Rassegna stampa italiana ed estera del 12 gennaio 2018

Dalla stampa italiana

 

“Abbiamo ottenuto risultati importanti nel 2017 nel contrasto ai trafficanti di esseri umani, siamo orgogliosi dei risultati e pensiamo che le politiche europee debbano andare avanti in questa direzione”, ha affermato Paolo Gentiloni nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente francese Macron, che gli ha fatto eco: “Avete fatto un ottimo lavoro nel 2017, cui rendo omaggio, per ridurre la destabilizzazione causata dal fenomeno migratorio” (Repubblica).

 

“Viva l’era Ben Ali, quando almeno ‘10 dinari significavano mangiare, mentre adesso bastano appena per le sigarette e un caffè’”. È quanto affermano alcuni dei manifestanti da Tebourba, Tunisia, dove proseguono le proteste per il carovita. Su La Stampa il reportage di Francesca Paci.

 

Mentre si attende la decisione di Donald Trump sull’eventuale reintroduzione di alcune sanzioni all’Iran che metterebbero in pericolo la tenuta dell’accordo sul nucleare, Federica Mogherini ha ribadito che “l’accordo sta funzionando, è un elemento chiave dell’architettura della non proliferazione globale ed è cruciale per la sicurezza della regione, ma anche dell’Europa” (Il Foglio).

 

Gabriella Colarusso evidenza che Bruxelles è intenzionata a difendere l’accordo con Teheran anche attraverso il potenziamento dei rapporti commerciali: “solo nei primi nove mesi del 2017, l'interscambio è arrivato a 14 miliardi di euro, quasi due volte il valore dei primi nove mesi del 2016” (Lettera43).

 

Dalla stampa francofona

 

Saif al-Islam Gheddafi, figlio dell’ex dittatore libico, vorrebbe candidarsi alle prossime elezioni presidenziali, previste per il 2018. Saif al-Islam è visto come un riformatore ed è un sostenitore della democratizzazione della Libia, nonostante i procedimenti internazionali che pendono su di lui, scrive L’Orient Le Jour.

 

Perché la Russia è presente nella guerra in Siria? Atlantico pubblica le ragioni di Alain Rodier, tra le quali è inclusa anche la promozione, da parte del Cremlino, dei suoi mezzi militari.

 

A Djerba, in Tunisia, dei luoghi di culto ebraici sono stati bersaglio di un attacco la sera di martedì. Géopolis sottolinea che probabilmente si tratterebbe di un atto vandalico, ma la pista terrorista non è stata ancora del tutto esclusa. Nelle ultime settimane la Tunisia è attraversata da una nuova ondata di manifestazioni contro la disoccupazione e la crisi economica. Un video di Franceinfo.fr mostra le proteste degli ultimi giorni.

 

Dalla stampa anglofona

 

Oggi le donne saudite faranno la storia del calcio. Sarà un evento per lo stadio King Fahd della capitale Riad, dal momento che per la prima volta le donne potranno assistere dal vivo alle partite di calcio della Saudi Professional League (BBC).

 

Secondo Vali Nasr di the Atlantic, le proteste in Iran non risulteranno in una rivoluzione, come accadde nel 1979, a meno che la classe media urbana e i poveri non vi prendano parte.

 

Il vice Ministro statunitense Mike Pence incontrerà la prossima settimana i vertici dei Paesi del Medio Oriente per mitigare le tensioni intorno alla decisione del Presidente americano Donald Trump di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele. Pence si troverà ad affrontare tensioni regionali, in particolare tra Arabia Saudita e Giordania (al-Monitor).

 

Nonostante le proteste in aumento in Tunisia, the Weekly Standard sostiene che il Paese è un successo delle Primavere Arabe per il maggior spazio dato ai diritti delle donne, alla sua linea secolare e al comportamento nei confronti dell'Occidente.

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