Si è tenuto al Cairo lo scorso settembre il Regional Hearing for the Mediterranean and the Middle East, organizzato dal Global Commission on International Migration. La Commissione è stata promossa dal Segretario delle Nazioni Unite che ha riconosciuto nel tema delle Migrazioni Internazionali una delle priorità per la comunità internazionale.
Della Commissione fanno parte politici di vasta esperienza e sensibilità in questa materia, tra cui ex-capi di stato, di governo e ministri, oltre che rappresentanti della società civile. La Conferenza del Cairo segue di pochi mesi quella tenuta a Manila (Filippine) lo scorso maggio e precede quelle a livello Europeo, Africano e Americano che si terranno prossimamente. Con queste cinque ampie consultazioni a livello regionale, la Commissione dovrebbe essere in grado di raggiungere il suo scopo che è quello di presentare al Segretario Generale delle Nazioni Unite e agli organismi interessati delle raccomandazioni per il controllo e il governo delle migrazioni internazionali. Alla Conferenza hanno preso parte oltre 160 persone in rappresentanza di governi, organizzazioni internazionali e regionali, esperti e organizzazioni non governative. Il dibattito ha ruotato intorno a quattro maggiori aree di interesse: gli aspetti economici delle migrazioni, le migrazioni illegali, rapporto immigrati-società e diritti umani, politiche internazionali di governo delle migrazioni.
Le conclusioni dell'Assemblea, che sono disponibili nel sito delle Commissione (www.gcim.org), hanno ribadito la necessità che il tema delle migrazioni internazionali non sia affrontata isolatamente dai singoli governi, né separando o ignorando i diversi aspetti del problema: politici, sociali, culturali e delle relazioni economiche internazionali. Il mancato sviluppo e l'iniqua distribuzione delle ricchezze sono tra le cause radicali che non possono essere ignorate. Accordi internazionali anche bilaterali possono risparmiare tante sofferenze e tragedie. Le migrazioni non devono essere viste solo nella loro dimensione problematica, ma occorre riconoscere i benefici effettivi che esse comportano sia per i paesi da cui partono i lavoratori-migranti, sia da parte di chi li riceve.
è stato ribadito il principio che i migranti rimangono portatori di diritti anche qualora si trovino in una paese illegalmente. Tra i diritti dei migranti un posto importante occupa il diritto di esprimere anche pubblicamente la propria identità culturale e religiosa.