Tema: Dialogo interreligioso

L'uomo che cambiò il nostro sguardo sull'Islam

Georges C. Anawati  3/05/2010

Farmacista, domenicano, studioso di filosofia araba, protagonista del dialogo islamo-cristiano. Un estratto del libro di Georges Anawati, L’ultimo dialogo. La mia vita incontro all’Islam (Marcianum Press, Venezia 2010).

Quando arrivai [al noviziato] andai a trovare il superiore dei Padri, che mi disse: «Perché sei entrato in monastero? Che cosa vuoi fare?» Gli risposi che ero entrato per il dialogo islamo-cristiano. Guardi, fin da allora, eravamo nel ’33! Gli dissi: «Adesso l’Islam sta progredendo, si fanno studi e si recuperano i testi fondamentali. Un domani i musulmani verranno e vi diranno: “La vostra vita intellettuale viene tutta da ‏Averroè”. Voi che cosa contate di rispondergli? Volete ripetergli il solito discorso e basta? Dovete esaminare la questione, fare paragoni. Io vorrei approfondire la filosofia islamica e entrare all’università statale: dialogheremo con i professori, faremo del dialogo». Guardi, quel discorso lo feci nel 1933. Mi rispose: «L’idea è ottima, questo è il lavoro dei domenicani da quando sono stati fondati e ti incoraggeremo in ogni caso. Solo, adesso consolidati negli studi teologici e poi il Signore provvederà».

L’interesse per l’islamistica venne semplicemente per caso? Oppure c’erano motivi generali relativi al momento storico?

Era nell’aria: ‏Massignon, ne sono stato influenzato moltissimo. Leggevo ‏Maritain. ‏Maritain è il filosofo della cultura e ti diceva: Bisogna aprire il Cristianesimo al mondo. Come ‏San Tommaso ha assunto ‏Aristotele, occorre assumere ‏Muhammad. E questo non va fatto per un fine apologetico, ma per un fine d’apertura alla cultura. La cultura islamica esiste in sé stessa. Io non studio la cultura islamica per distruggerla. Perché distruggerla? È una cosa bella in sé. Occorre valorizzare le cose belle in tutto quello che c’è nell’altro, che sia cinese, taoista o altro. Valorizzare i veri valori che sono in tutti gli uomini, è questo lo spirito di ‏San Tommaso. Il senso dell’assumere è accettare i valori che si trovano negli altri, in qualsiasi ambito, l’arte cinese, l’arte islamica... La cultura islamica apre un campo straordinario per il dialogo. I musulmani hanno bisogno di noi e i cristiani hanno bisogno dei musulmani, perché le due culture si sono reciprocamente mescolate. Non si può capire l’arte gotica o l’arte in Europa senza comprendere l’arte musulmana. Quando si entra in certe cattedrali, si trovano parole coraniche su elementi cristiani. E poi la stessa cosa vale per i musulmani, per quattro o cinque secoli in Spagna. [...] È proprio quello che fa paura ai fondamentalisti; loro non vogliono la comunicazione.

La filosofia ha un ruolo positivo nella spiegazione della diversità tra le religioni?

La filosofia cerca di comprendere queste diversità e se siano diversità reali o formali. Prendiamo ad esempio il principio del Dio Unico. Il Cristianesimo afferma con la massima forza che Dio è Uno, l’Islam lo stesso e l’Ebraismo lo stesso. D’altra parte, noi potremmo venire a dirLe che Dio nel Cristianesimo parla ad esempio attraverso gli Inviati e che Cristo stesso è la Parola di Dio incarnata: egli è la Parola di Dio e nello stesso tempo un uomo, questa è una specificità religiosa del Cristianesimo. [...] Il Vangelo insiste sull’innocenza dello spirito dell’uomo, l’innocenza dello spirito. Dio concede a quei bambini, ad esempio, di conoscerlo e lo rifiuta ai sapienti arroganti. Lo spettro della filosofia è l’arroganza.

Da dove è venuto il Suo rapporto, come studioso di farmacia, filosofo e religioso cristiano, con la filosofia islamica? Perché e come si è specializzato in essa? Sarebbe stato naturale che si specializzasse nel Cristianesimo.

Per me il Cristianesimo è la vera religione, Dio ci ha mandato il Cristianesimo. Però non possiamo negare che ci siano altre religioni e queste altre religioni hanno i loro cammini. Voi [musulmani], da voi si dice: «Se Dio avesse voluto, avrebbero creduto tutti quanti sono sulla terra» (Cor. 10,99). Noi diciamo che ci sono comunità e Dio ha cura di tutti. Da noi nel Cristianesimo l’uomo che dice di amare Dio e non ama l’altro è un bugiardo.

Perciò Lei ama i musulmani perché ama Dio?

Ecco, è proprio così.