Tema: Democrazie e religioni

Quando dista un diritto da una pretesa?

Andrea Pin  31/05/2010

La nuova “lingua franca morale”. Ovverosia, il nuovo modo con il quale le diverse culture comunicano i loro valori. Questa è l’efficace espressione con la quale un costituzionalista americano, Michael Perry, ha definito i diritti, ed in particolare i diritti umani. Si può accogliere questa nuova lingua franca con benevolenza, o a malincuore, ma è difficile negare che l’affermazione abbia molto di vero.

Non c’è settore di pubblico interesse che ormai non veda il diritto – o meglio, i diritti – giocare un ruolo primario. Politica, relazioni internazionali, economia, persino religione e cultura vengono affrontate dedicando una particolare considerazione al profilo giuridico. Come conciliare sviluppo economico e diritti? Quale futuro per le culture giuridiche antiche, come quelle religiose? Quali sono i veri, primi diritti che le popolazioni sottosviluppate attendono di vedersi riconosciuti?

E soprattutto, come distinguere un diritto da una pretesa? Quali i criteri per comprendere dove la promozione dei diritti umani sconfina in forme, magari sofisticate ma proprio per questo più preoccupanti, di colonialismo?

La Summer School che il Marcianum lancia, attraverso la neonata Alta Scuola Società Economia Teologia, intende affrontare il tema dei diritti, proprio perché coglie come ormai il fenomeno giuridico non sia semplicemente confinabile ad un settore dell’esistenza, ma tagli trasversalmente l’intero orizzonte dell’esperienza sociale. Filosofi politici e del diritto, costituzionalisti, ministri, esperti di diritto musulmano si avvicenderanno in un dialogo serrato con i corsisti.

L’obiettivo non è semplicemente illustrare quali nuove frontiere si pongano di fronte all’esperienza giuridica, ma rispondere ad una delle maggiori minacce che il momento attuale presenta. Infatti, il diritto, pervadendo le più diverse sfere dell’agire umano, rischia di ridurne la complessità, toglierne spessore e persino gusto. Nel declinare le relazioni umane in termini di diritti e doveri, si rischia di svilirle.

Quale concezione del diritto è capace invece di valorizzarle, di coglierne il senso, e di tutelarlo? Si tratta di una sfida nella quale non si gioca solo il futuro del diritto, ma quello dell’intera società umana.