V. Grienti, Chiesa e Internet. Messaggio evangelico e cultura digitale, Academia Universa Press, Firenze 2010
Fino a ieri il cosiddetto mondo dei media poteva essere guardato come un mondo a parte e persino con sufficienza. Ma oggi non è più così. Media e new media stanno diventando un elemento costitutivo del mondo di tutti, un ambiente, rispetto al quale possiamo atteggiarci in modo più o meno consapevole, più o meno partecipativo, ma col quale non possiamo non fare i conti, visto che ci siamo letteralmente dentro.
Tutto ciò comporta, come sappiamo, una serie di cambiamenti profondi nel nostro universo relazionale. Cambiano le relazioni educative, sia perché ciò che passa nei media diventa sempre più decisivo nella formazione della personalità dei bambini e degli adolescenti, sia perché nell’uso dei nuovi media spesso sono i figli a dover alfabetizzare i genitori, non viceversa; cambiano le relazioni amicali, dal momento che si può dar vita a comunità di “amici” che non abbiamo mai incontrato faccia a faccia, ma soltanto in rete; cambiano le relazioni politiche, dal momento che, anche in Paesi dove esistono regimi polizieschi, si possono organizzare grandi manifestazioni di piazza e far conoscere a tutto il mondo ciò che il governo non vorrebbe che venisse conosciuto (a ragione qualcuno proponeva di assegnare a internet il premio Nobel per la pace); cambiano le relazioni economiche, se pensiamo alle enormi potenzialità che si stanno aprendo proprio nella rete; cambiano infine le stesse relazioni mediali, visto che con l’avvento del cosiddetto Mobile 2.0, tanto per fare un esempio, si può essere contemporaneamente fruitori e creatori di contenuti, in un contesto sempre più personalizzato (a differenza del tradizionale computer il dispositivo mobile è sempre più collegato ai gusti e ai desideri del possessore), privo di vincoli di luogo (lo si porta con sé) e di tempo (si è sempre connessi). Il cosiddetto mondo del Web sta diventando insomma il nostro nuovo mondo.
“Esperta di umanità”, la Chiesa non poteva restare indifferente a questi cambiamenti. L’attenzione particolare ai rischi (realissimi!) di un uso dei media tradizionali, di internet e dei new media irrispettoso della dignità dell’uomo non ha mai impedito al magistero di vederne le enormi potenzialità positive. Bene ha fatto dunque Vincenzo Grienti in questo suo libro a passare in rassegna gli interventi magisteriali di questi ultimi dieci anni in ordine al mondo del Web. Ne esce un rapporto tra Chiesa e Web per molti versi inedito e sorprendente.
L’autore, giornalista di rango e di lungo corso, ha potuto osservare il problema dal di dentro in tutti i sensi, se così si può dire. Grazie a questo libro, il lettore può entrare così nei meandri del rapporto tra Chiesa e mondo del Web, prendendo confidenza con i documenti magisteriali, col contesto socio-culturale nel quale essi nascono, nonché col contesto antropologico che essi tentano di delineare, forse il capitolo più interessante del libro, sempre al servizio dell’uomo e della sua dignità.
Al nostro mondo “reale”, lo abbiamo già detto all’inizio, appartiene ormai anche il cosiddetto mondo “virtuale”. Aver richiamato l’attenzione su queste tematiche, mi sembra che rappresenti il merito principale di questo libro.