È uscito il nuovo numero della rivista Oasis
N. 11, giugno 2010
Educazione: una questione globale

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EDITORIALE
Un manuale per la vita nell’epoca delle migrazioni, di S.Em il Card. Peter Turkson
ATTUALITÀ
Tra le generazioni. Le ragioni, la crisi, la sfida, di S.E. Mons. Jean-Luis Bruguès
Il senso dell’educazione secondo la millenaria esperienza della Chiesa cattolica. Sin dalle origini, convinta di aver ricevuto un patrimonio che doveva essere per tutti, si è preoccupata di come trasmetterlo. Con una attenzione che non ha eguali nella storia.
Adattarsi o consistere, una questione antropologica, di Francesco Botturi
Nell’attuale contesto l’educazione manifesta la “crisi del senso”. Riceviamo molta formazione al comportamento e nessuna alla libertà. La società chiede competenze ed efficienza e in cambio garantisce qualunque tipo di diritto e pretesa. Il tema fondamentale è la concezione dell’uomo
Nelle scuole del mondo faccia a faccia con la fede, di Tony Blair
L’ex premier britannico presenta ai lettori di «Oasis» il programma curato dalla sua Fondazione. «Nella vita globale del XXI secolo occorre promuovere la comprensione tra i credenti e proiettare una immagine positiva dell’identità religiosa». Un progetto operante in undici paesi.
Immigrazione: perché non basta «non essere razzisti», di Paolo Branca
La sfida posta dal rapporto con l’altro, da chi appartiene ad un’altra cultura o un’altra religione, incalza tutto il processo educativo, che comincia nella scuola ma va ben oltre. L’Italia, che non ha forti paradigmi etnici o ideologici, può meglio di altri rispondere a questa sfida
Le buone intenzioni, così facili e così pericolose, di Luisa Ribolzi
La multiculturalità come “idea” (multiculturalismo) è stata messa in crisi dalla multiculturalità come “fatto”. Il risultato è una scuola pervasa da tensioni e paralisi, mentre è proprio nelle classi che si gioca la vera partita del confronto aperto e del cammino comune
Imparare a convivere in un Islam sorridente, Azyumardi Azra
Nel Paese musulmano più grande del mondo anche il sistema educativo è basato sui cinque principi della “Pancasila”, l’architrave ideologica su cui si regge lo Stato. La Costituzione sancisce il diritto alla libertà religiosa e nelle scuole viene assicurata l’istruzione religiosa così come il rispetto delle diverse identità
Quella semina paziente e tenace in corso da 150 anni, di S.B. Mons. Fouad Twal
Nel 1854 venne creata la prima scuola del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Oggi tra Giordania, Palestina e Israele le scuole sono quarantacinque, con oltre ventimila allievi e uno staff di duemila persone. Una realtà di straordinario impegno e testimonianza nella drammatica situazione della regione
Sulle tracce della carità di Dio che accoglie ogni dolore, di Maria Laura Conte
Da Amman ad Aqaba ad Anjara, seguendo i percorsi segnati dalla “Our Lady of Peace”, istituto di accoglienza ed educazione per bambini disabili che si è ramificato per tutto il Paese. Fondato dalla comunità cattolica giordana, risponde al bi-sogno di tutte le famiglie, senza distinzione
Un’azione che oltrepassa i confini (anche quelli fissati dagli Stati), di S.E. Mons. Henri Teissier
L’impegno nell’educazione è decisivo per lo sviluppo delle relazioni islamo-cristiane e per combattere le tendenze fondamentaliste islamiche che puntano alla separazione tra le comunità. Molti Paesi accettano la presenza di scuole cristiane, altri no. La peculiare situazione del Nordafrica
Una riforma contro la violenza e la perdita di senso, di Mustapha Cherif
Le pesanti sfide che deve affrontare il sistema scolastico algerino: qualità dell’insegnamento, sviluppo armonico della società, crescita economica. Da una parte occorre “formare i formatori”, dall’altra destare nei giovani lo spirito critico, il gusto della domanda e la capacità di afferrare le questioni vitali
INCONTRI
“Provate a prenderci! Vi spiego perché nonostante tutto nessuno riesce a intrappolare noi libanesi”, intervista a Georges Corm a cura di Martino Diez
Beirut. Nella città che ogni giorno rinasce e ogni giorno rischia, intervista con Georges Corm. Cristiano maronita, politico, scrittore, docente, polemista: un uomo polivalente che, come capita a tanti suoi connazionali, ama andare controcorren-te. Il “suo” Libano è diverso dai cliché e dalle interpretazioni tradizionali e brilla per la sua vitalità intessuta di dolore e di dramma.
REPORTAGE
L’esercito di immigrati che va a Messa e innalza grattacieli, di Riccardo Piol
Viaggio negli Emirati Arabi, dove si vuole cambiare la faccia di un pezzo di mondo. Centinaia di migliaia di immigrati, moltissimi dei quali cristiani, sono impegnati giorno e notte nel colossale cantiere che dal deserto fa spuntare i fiori di cemento e vetro creati dall’uomo.
CONTRIBUTI
Per il piccolo gregge una missione possibile. Forse, di S.E. Mons. Paul Hinder
Verso l’assemblea dei vescovi per il Medio Oriente. Il tema scelto indica il problema fondamentale della Chiesa in una regione caratterizzata da un aspro e profondo conflitto. Da un lato le divisioni, dall’altro l’emigrazione: è in gioco la presenza stessa dei cristiani nella loro patria d’origine.
Percorsi del femminile nella tradizione musulmana, di Ida Zilio Grandi
Secondo la sura “delle Donne” Dio creò gli esseri umani a partire da una sola persona o anima e il termine usato per definirla evoca ambedue i generi. Tra i 99 nomi divini spiccano “il clemente” e “il compassionevole” che etimologicamente rimandano al ventre materno.
La banca che non può perseguire il suo interesse, di Ersilia Francesca
Divieto di guadagno smodato e di usura, obbligo di elemosina a favore di poveri: sono queste le basi della vita economica e finanziaria dell’Islam, ricavate direttamente dai versetti coranici. In essi non c’è una condanna della ricchezza né delle differenze sociali, sentite come naturali e permesse da Dio.
Diritti umani tra potere duro e potere morbido, intervista a Abdullahi Ahmed an-Na‘im
A colloquio con Abdullahi Ahmed an-Na‘im, sudanese, docente negli Stati Uniti, discepolo del grande pensatore riformista Muhammad Taha, giustiziato a Khartoum nel 1985. “L’universalità deve essere costruita attraverso l’idea di consenso progressivo. Si può evitare l’uso della forza bruta”.
Iraq, Il dolore nutre la resistenza dei cristiani, di Gian Micalessin
Viaggio al monastero di Al Qosh, estremo rifugio degli sfollati di Mosul, dove “chiunque porti una croce al collo rischia di essere assassinato”. Eppure c’è la convinzione che il clima di terrore possa finire: «Nonostante le nostre disgrazie il momento della comprensione reciproca ci pare più vicino».
Nel nome di Maria uniti almeno per un giorno, di Mohammed Sammak
In Libano la Festa dell’Annunciazione, già celebrata da tre anni da cristiani e mu-sulmani con iniziative comuni, è stata consacrata festa nazionale da parte del Governo. Nel Paese delle diciotto confessioni, il culto per la madre di Gesù diventa così anche l’occasione di comprensione reciproca.

