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Rassegna stampa

Nucleare iraniano, ripresi i negoziati a Losanna. Lavrov: “C’è l’accordo su tutti i punti chiave”

Prolungate le trattative (che scadevano ieri). In giornata è atteso l’annuncio dell’intesa. No di Israele

I negoziati sul programma nucleare iraniano riprendono questa mattina a Losanna, dove secondo il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov «è stato raggiunto un accordo su tutte le maggiori questioni». L’ottimismo di Lavrov si rispecchia nelle parole del ministro iraniano Javad Zarif che si dice sicuro sulla possibilità di «mettere oggi per iscritto le intese raggiunte».

Maggiore prudenza invece nelle delegazioni di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Germania. Nella notte il Segretario di Stato John Kerry ha aggiornato Barack Obama sull’andamento delle trattative nel corso di una videoconferenza a cui hanno partecipato anche gli altri membri del team negoziale.

Fonti della delegazione Usa affermano che «lasciare Losanna sarebbe una scelta difficile» ma altrettanto difficile sarebbe avallare un’intesa destinata ad essere respinta dal Congresso di Washington. Il presidente della Camera dei Rappresentanti, il repubblicano John Boehner, vede oggi a Gerusalemme il premier israeliano Benjamin Netanyahu che ritiene le intense in via di definizione a Losanna «un premio per l’aggressione iraniana» è una «minaccia alla sicurezza nazionale».

Sempre il premier Netanyahu ieri parlando al Knesset in occasione dell’inaugurazione della nuova legislatura ha detto: «L’intesa che stanno scrivendo a Losanna lascerà all’Iran gli impianti sotterranei, il reattore nucleare di Arak e e le centrifughe più avanzate» e ciò significa che «secondo le nostre stime il tempo necessario all’Iran per creare una bomba atomica sarà ridotto a meno di un anno, o forse a molto meno di questo». Ieri anche Dore Gold, stretto collaboratore del premier, ha ribadito: «Israele non può accettare due aspetti dell’intesa di Losanna».

I temi su cui a Losanna ancora si tratta riguardano la durata dell’accordo sulla riduzione del programma nucleare, i tempi della riduzione delle sanzioni all’Iran e il sistema si verifiche. I ministri degli Esteri di Francia e Cina hanno lasciato la sede dei lavori, dicendosi pronti a tornare per la firma in caso di intesa.

La Stampa

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