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Religione e società

Prima cristiani o prima cittadini? Entrambi

I cristiani orientali oscillano tra appartenenza comunitaria e nazionale. Solo Stati di diritto possono sanare il conflitto tra queste due identità e garantire la sopravvivenza in contesti plurali

Nel suo Le crociate viste dagli arabi, Amin Maalouf racconta che i cristiani orientali, probabilmente entusiasti per l’arrivo dei crociati in cui vedevano fratelli nella religione, furono ben presto disgustati dalle loro atrocità[1] al punto di trovarsi a rimpiangere la dominazione musulmana[2]. Meglio di qualsiasi altra analisi, questo episodio riflette l’ambivalente identità dei cristiani orientali, divisi tra appartenenze diverse: l’appartenenza comunitaria, che tende a valorizzare la loro identità religiosa, e l’appartenenza alla collettività nella quale vivono, quella collettività nella quale sono chiamati a integrarsi e che hanno vocazione di servire.

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[1] Amin Maalouf, Les croisades vue par les arabes, JC Lattès, Paris 1983, pp. 67-68, trad. It. Le crociate viste dagli arabi, SEI, Torino 1989.

[2] Su questo punto si veda Thierry Hentsch, L’Orient méditerranéen du Moyen-Age chrétien : la rencontre de l’Islam, «Études internationales», 17 (1986), n. 3, p. 509 e ss., specialmente p. 520.

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