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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 2 dicembre 2015

Notizie e commenti dalla stampa italiana ed estera

Dalla stampa italiana

Lorenzo Cremonesi (Corriere della Sera) ha incontrato Tarek Khaldi, jihadista uscito dal carcere in Siria: «Assad ci liberò. E nacque l’Isis»

La Stampa: Fayadh, artista palestinese di 32 anni, è stato condannato a morte dall'Arabia Saudita a causa dei suoi versetti "blasfemi". Sui social parte la campagna #freeAshraf.

Il ministro della Difesa Pinotti ospite de La Repubblica si dice preoccupata per l'avanzata di Isis in Libia.

Il Corriere della Sera intervista l'ex premier Silvio Berlusconi che si sofferma sulla situazione in Medio Oriente e sull'operato della politica estera occidentale.

Mario Sechi, dalle colonne de Il Foglio, si domanda cosa aspetti l'Italia a fare qualcosa in Libia.

Dalla stampa anglofona

Il New York Times intervista rifugiati siriani: il progetto di Stato dell'Isis sta crollando.

Su Vox un'indagine sull'islamofobia negli Stati Uniti: un fenomeno molto diffuso, non confinato alle esternazioni del candidato repubblicano Donald Trump.

The Daily Beast: Obama invia in Iraq 200 soldati delle Forze speciali per eliminare i leaders di Isis.

Sul Guardian un articolo con tutto ciò che i membri di Westminster dovrebbero sapere per votare sulla proposta di Cameron per estendere la campagna aerea in Siria e Iraq.

BBC: veramente la Turchia prende il petrolio di Isis? Secondo David Butter (Chatham House) l'incidenza del "fattore petrolio" sulle scelte di politica estera turca è molto bassa.

Dalla stampa francofona

Le Soir: Salah Abdeslam, ancora latitante, è sospettato di essere il capo degli organizzatori degli attentati di Parigi.

TF1: i raid aerei hanno pesantemente colpito la produzione petrolifera di Isis.

Le Figaro: inizia il processo ai complici di una filiera jihadista che reclutava uomini per andare a combattere in Siria.

Le Figaro: intervista a Sarkozy che dice "l'intervento in Siria è mal calibrato".

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