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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 22 dicembre 2015

Notizie e commenti dalla stampa italiana ed estera

Dalla stampa italiana

In Kenya: in un assalto armato gli jihadisti somali di al-Shabab vogliono separare musulmani e cristiani, in modo da uccidere i secondi e salvare i primi. I passeggeri musulmani però si oppongono e, mettendo in fuga i terroristi, salvano la vita dei cristiani (La Stampa).

L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), in una nota congiunta con le Nazioni Unite, ha fatto sapere che il numero di migranti e rifugiati arrivati in sei Paesi europei (Grecia, Bulgaria, Italia, Spagna, Malta e Cipro) ha superato il milione nel 2015 (Avvenire).

Il Sole 24 Ore: è in corso la battaglia finale per conquistare il centro di Ramadi, città irachena ora nella mani di Isis. Secondo IHS Jane's, citato dal quotidiano di Confindustria, il territorio controllato da Isis si è ridotto del 14% nel 2015.

La Stampa riporta le perplessità irachene riguardo alla partenza dei militari italiani per la protezione della diga di Mosul. Moqtada al-Sadr, leader radicale sciita, si dichiara contrario.

Complice la strategia dei paesi produttori membri dell'OPEC, che non riducono la produzione, il prezzo del petrolio ha toccato minimi storici. L'Iran nel frattempo si attrezza per immettere nuovo greggio sul mercato, con la fine delle sanzioni (Il Sole 24 Ore).

Dalla stampa anglofona

Wall Street Journal (blog): l'Egitto odierno assomiglia molto a quello del 2010, prima della rivoluzione di piazza Tahrir che aveva portato Morsi e i Fratelli Musulmani al potere.

Foreign Policy sulla Turchia di Erdogan e la libertà di stampa: è di gran lunga il periodo peggiore per essere un giornalista in Turchia.

Foreign Affairs indaga sulle transizioni politiche "di successo" nel tentativo di recuperare alcune utili lezioni per quelle ancora in atto.

Dalla stampa francofona

In Libano la cerimonia funebre per il "martire" Samir Kantar. Hezbollah promette vendetta (Le Monde).

France24: il Mali proclama lo stato di emergenza per 10 giorni a causa della minaccia jihadista.

Siria: per gli attori locali e regionali la pace resta ancora lontana, scrive Le Monde.

Il critico musicale di Slate.fr fa una lista delle cose più belle della cultura occidentale da "regalare" a Isis per Natale, così da fargli capire il valore dell'arte.

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