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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 29 dicembre 2015

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

L'austerity arriva anche in Arabia Saudita: a causa del crollo delle entrate petrolifere il deficit del regno sfiora i 100 miliardi di dollari e costringe a storiche riforme economiche (Il Sole 24 Ore).

Su Avvenire Camille Eid, a seguito della riconquista di Ramadi, fa il punto sulla guerra al Califfato passando in rassegna la situazione delle città strategiche.

La Stampa: due bambini sono morti nel corso degli scontri tra forze di sicurezza turche e combattenti del PKK a Cizre.

Paolo Mastrolilli (La Stampa): i proclami dell’Isis fanno vacillare l’America liberal.

Il Foglio: la vittoria di Ramadi dimostra che non ci sono alternative ai "boots on the ground", ma ora occorre trasformare le vittorie militari in conquiste durature.

Dopo la presa di Ramadi Lorenzo Cremonesi sul Corriere della Sera commenta le prime mosse del premier iracheno Abadi: per una volta sembrano andare nella direzione giusta.

Preparavano attentati nella notte di capodanno: due arresti in Belgio (La Stampa).

Dalla stampa francofona

Su Le Monde Nicolas Weill e Nicolas Truong riflettono sul ruolo delle religioni monoteiste nel giustificare l'utilizzo della violenza.

Libération: dopo essere stati perseguitati dallo Stato Islamico gli yazidi di Sinjar cercano vendetta.

Le Point: l'offensiva turca contro i villaggi curdi fa aumentare ancora la tensione nel Paese.

L'Orient Le Jour: applicata la seconda parte dell'accordo di Zabadani.

Dalla stampa anglofona

Le forze dell'esercito iracheno, sostenute dai bombardamenti degli aerei della coalizione, hanno espulso Isis dal centro di Ramadi. Restano alcune sacche di resistenza (AP).

La comunicazione settaria e il conflitto sciiti-sunniti su twitter (Carnegie Endowment for International Peace).

Il Washington Post definisce la vittoria di Ramadi "incoraggiante", soprattutto perché ottenuta senza fare ricorso alle milizie sciite filo iraniane.

Can Dündar su Guardian: "ho rivelato la verità su Erdogan, ecco perché mi ha imprigionato".

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