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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 4 dicembre 2015

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

La Repubblica: allarme dell'intelligence: il prossimo obiettivo dell'Isis è la Gran Bretagna.

Paola Peduzzi su Il Foglio: i governi occidentali non vogliono inviare i "boots on the ground" in Siria e Iraq, contando di fare affidamento ai gruppi locali. Sui quali permangono molti dubbi.

Stefano Stefanini su La Stampa: Isis nel golfo di Sirte, i tre passaggi che servono ancora per passare dall'analisi alla strategia d'azione.

Angelo Panebianco su Il Corriere della Sera: per l'offensiva finale sul Califfato bisognerà aspettare almeno il 2017, quando il nuovo Presidente americano sarà nel pieno delle sue funzioni.

Ansa: ex dipendenti attaccano un locale al Cairo lanciando molotov: almeno 16 morti.

L'Huffington Post pubblica il discorso di Hilary Benn, ministro degli Esteri ombra del Labour in Gran Bretagna, in cui sostiene la lotta a Isis.

Dalla stampa anglofona

In un'analisi pubblicata dal think thank Brookings, Jeremy Shapiro mette in guardia circa i pericoli del "machismo competitivo" tra Putin ed Erdogan.

Aykan Erdemir su Politico.eu ripercorre i passi dell'offensiva di Erdogan contro la stampa indipendente in Turchia, cercando di capirne i motivi.

Haider Ali Hussein Mullick, docente al Naval War College statunitense, in un editoriale del New York Times dopo la strage di San Bernardino spiega perchè cedere all'Islamofobia sarebbe fare un regalo a Isis.

Foreign Policy: i problemi di Nidaa Tounes.

Su Brookings il lancio del progetto Rethinking Political Islam, con working papers su 12 casi paese: Egitto, Tunisia, Marocco, Siria, Yemen, Libia, Arabia Saudita, Kuwait, Giordani, Pakistan, Malesia e Indonesia

New York Times: dopo le accuse di brutalità rivolte alla polizia egiziana i vertici statali sono "sulla difensiva".

Secondo quanto riporta Hugh Naylor (Washington Post) lo Stato Islamico, "la più ricca organizzazione terroristica", man mano che perde terreno inizia ad avere problemi economici.

The Guardian: con l'aumento di profughi in arrivo, la Svezia valuta la chiusura, in caso di emergenza, del ponte che collega Copenhagen a Malmö.

The Telegraph: una molotov in un locale al Cairo provoca almeno sedici morti.

Dalla stampa francofona

La guerra al terrorismo dei francesi non è iniziata con la Siria. Ecco cosa fanno in Mali: iTele.

Le Figaro: il Marocco, che ospiterà COP22, dispone del più grande impianto eolico d'Africa.

Le Figaro: continua la costruzione di una base aerea russa vicino a Homs, in Siria.

Le Monde: la Germania si unisce alla coalizione anti-Isis, ma lo fa con una certa riluttanza.

Jeune Afrique: l'ultimo attentato a Tunisi mette in questione l'efficacia della lotta al terrorismo in Tunisia, dove si è dimostrato impossibile proteggere tutti i siti turistici.

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