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Rassegna stampa

Rassegna stampa dell'11 dicembre 2015

Notizie e commenti dalla stampa italiana ed estera

Dalla stampa italiana

La regione Lombardia approva una legge che vieta di entrare negli uffici regionali lombardi o negli ospedali a volto coperto. Vietati caschi integrali e passamontagna, ma anche burqa e niqab (La Stampa). Secondo Massimo Russo "la dittatura della paura" dopo le stragi di Parigi rischia di avere già vinto.

Su La Republica la storia del commando che ha colpito la Francia il 13 novembre.

Secondo un editoriale del Corriere della Sera, a firma di Giuseppe De Rita, gli italiani "non si sentono in guerra" contro il terrorismo e anche da questo derivano le difficoltà della politica estera italiana.

Alberto Negri su Il Sole 24 Ore scrive un breve reportage dall'Iran "tra voglia di normalità e argine all'Isis".

Dalla stampa anglofona

The Atlantic: la teoria del contenimento proposta per l'Unione Sovietica da George Kennan nel suo "long telegram" potrebbe applicarsi, con alcune modifiche, anche a Isis.

Su Foreign Affairs un articolo di Kenan Malik ripercorre la parabola della radicalizzazione dei giovani europei che si arruolano nelle file dei movimenti jihadisti e sostiene che problemi come l'emarginazione di questi ragazzi non sono il vero motivo che li spinge a una scelta così drastica.

Siria: dopo gli incontri di Riad fissati per gennaio i colloqui tra le opposizioni e il governo di Bashar Assad. Esclusi dai negoziati Isis, al-Nusra e le fazioni curde (Time).

La Tunisia nel mirino di Isis: dopo il Bardo, Sousse e l'attentato alle guardie presidenziali Isis avverte: gli attacchi continueranno finché "la legge di Allah" non verrà applicata nel Paese (Foreign Affairs)

The Daily Beast racconta la storia della storica moschea di Cedar Rapids, in Iowa (Usa). Un luogo di culto musulmano, americano, che probabilmente Donald Trump non visiterà durante il suo viaggio in Iowa.

Le ultime mosse turche nei dintorni di Mosul ravvivano la rivalità storica tra la Turchia e l'Iran secondo Cengiz Çandar (Al-Monitor): più volte in passato la Turchia ottomana e l'Iran dei safavidi si contesero la Mesopotamia.

Dalla stampa francofona

Le Point, a un mese dagli attacchi di Parigi, fa il punto sull'avanzamento dell'inchiesta sugli attentatori. Salah Abdeslam è ancora latitante.

Europe1: il primo ministro francese Manuel Valls dichiara l'intenzione di combattere Isis anche in Libia.

A quattro anni dalla caduta del regime di Gheddafi la Libia scivola sempre più verso l'anarchia. A Roma il prossimo 13 dicembre si tenterà la riconciliazione tra i governi di Tripoli e Tobruk (Les Echos).

Centinaia di rifugiati siriani, tra cui donne e bambini, che scappano dalla guerra nel loro Paese trovano rifugio in Mali (BBC Afrique).

Secondo il contrammiraglio Blejean una sola imbarcazione di profughi nella tratta mediterranea può fruttare agli scafisti 380.000 euro (Le Figaro).

Le Monde intervista Hela Yousfi, secondo cui il sindacato tunisino UGTT recentemente insignito del Nobel per la Pace è stato un elemento chiave del dialogo nazionale.

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