Rassegna stampa > 2017 > Rassegna stampa del 20 marzo 2017

Rassegna stampa del 20 marzo 2017

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

Le crescenti tensioni in Libia e l'acuirsi degli scontri tra formazioni armate a Tripoli hanno costretto il premier del governo di accordo nazionale libico, Fayez Al Sarraj, a rinunciare a partecipare all'imminente missione in Italia, scrive Francesco Semprini su La Stampa.

Gianluca Di Feo su Repubblica analizza lo scenario della sicurezza dei paesi europei: secondo quanto si legge nel suo articolo la probabile caduta delle due "capitali" di Isis, Raqqa e Mosul, provocherà un ritorno di foreign fighters che metterà alla prova le intelligence europee. A questa preoccupazione, scrive Di Feo, si aggiunge una rinnovata vitalità di al-Qaida.

La Stampa pubblica un reportage dalla Bulgaria dove, al confine con la Turchia, sono attivi gruppi di volontari che si muovono nelle foreste alla ricerca dei migranti che tentano di entrare nel Paese. "Chi trova dei 'presunti profughi', come li chiamano i volontari del BNOShipka, avverte i compagni con il cellulare e chiama la polizia di frontiera", scrive Francesca Paci.

Abdelghani Merah, fratello di Mohamed Merah che fece strage nella scuola ebraica di Tolosa, ha concluso a Parigi una marcia di più di mille chilometri "contro l’antisemitismo e l’integralismo islamico". Stefano Montefiori sul Corriere della Sera racconta la difficile situazione di Merah.

Dalla stampa anglofona

Alia Brahimi su Al Jazeera si domanda come reagirà il sedicente Califfato alla perdita di Mosul. Secondo Brahimi assisteremo a una trasformazione di Isis e non a una sua scomparsa: l'aspetto insurrezionale di Isis, con attentati contro i civili in Iraq, sarà ancora più marcato.

Darko Janjevic (DW) ha intervistato Erdoan Shipoli, esperto di Turchia e Balcani. Shipoli ha sottolineato il tentativo di Erdogan di acquisire sempre più influenza nella regione balcanica e la volontà di utilizzare questa influenza come una leva nei confronti di Bruxelles.

Negli ultimi 15 mesi circa 260.000 persone hanno fatto ritorno in Afghanistan dopo anni trascorsi da rifugiati non registrati in Pakistan. Pamela Constable sul Washington Post racconta la situazione di queste persone.

Dalla stampa francofona

Su L'Obs, il racconto del medico sessantunenne di Lampedusa che negli ultimi 26 anni ha assistito i migranti che sbarcano sull'isola. Pietro Bartolo racconta com'è cambiato l'approccio dei lampedusani nei confronti dei rifugiati in arrivo dal Mediterraneo.

Yanja Khattat, presidente della regione Dakhla-Oued Eddahab, in Marocco, racconta a Tel Quel quali sono i punti fondamentali del piano di sviluppo regionale approvato in questi giorni dal governo di Rabat. Si tratta di un passo avanti nelle relazioni tra il re Mohammed VI e il Fronte Polisario, di cui il presidente Khattat è un ex-membro.

Thomas Vescovi, insegnante e ricercatore di storia contemporanea, ha pubblicato per Orient XXI un reportage dal Marocco. Nel Paese ha visitato il campo profughi di Tindouf e ha incontrato alcuni membri del Fronte Polisario, con i quali ha discusso, tra le altre cose, della vicenda recente del ritorno del Paese nell'Unione Africana.

Ieri a Beirut, Libano, la popolazione ha manifestato contro la proposta di legge finanziaria che il nuovo governo ha presentato per il 2017. L'Orient le Jour riporta le parole che il primo ministro Hariri ha rivolto ai manifestanti, con le quali ha espresso la volontà del Governo di lavorare fianco a fianco con i cittadini per combattere la corruzione. Ecco i contenuti della proposta di riforma dei salari.

©2016 Fondazione Internazionale Oasis C.F. 94068840274 - email: oasis@fondazioneoasis.org - Privacy Policy - Credits