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Cosa resta di Mosul

Rassegna stampa internazionale del 13 luglio 2017

Dalla stampa italiana

Alla vigilia della visita del Ministro degli Interni Minniti a Tripoli, Fayez al-Serraj ha ordinato alle sue forze armate di distruggere le navi degli scafisti. Secondo quanto riporta Giordano Stabile su La Stampa, l'ordine di Serraj ha valore soprattutto propagandistico: verso l'esterno mostra all'Europa di essere pronto a misure estreme, verso l'interno si inserisce nella fase attuale di resa dei conti con l'islamista Ghwell.

"Mosul liberata". Ma cosa significa? La città è ridotta a un cumulo di macerie, sono oltre 400 mila gli sfollati, mancano acqua ed elettricità. Ora, scrive Emanuele Confortin su EastWest, il problema è capire chi governerà la città e si occuperà della ricostruzione. L'esempio da evitare è quello di Falluja, si legge.

Ancora un linciaggio in India in nome della protezione delle "vacche sacre". È successo ieri nella zona di Bharsingi a Nagpur (Maharashtra), dove Ismail Shah, un uomo musulmano di 40 anni è stato aggredito da una folla di "vigilanti delle vacche", per il sospetto che egli trasportasse bovini. Si tratta dell'ultimo episodio di violenza perpetrato dai fondamentalisti indù, che vogliono che il loro animale sacro venga venerato da tutta la popolazione indiana, comprese le minoranze, scrive AsiaNews.

Si è sbloccata, scrive Repubblica, la vicenda delle giovani scienziate in erba afgane a cui era stato negato il visto per partecipare al concorso di robotica di Washington previsto dal 16 al 18 luglio. La delegazione afghana e quella di altri paesi a maggioranza musulmana era stata bloccata per via della posizione sui visti presa dall'amministrazione statunitense.

Dalla stampa anglofona

Rukmini Callimachi sul New York Times mostra con una serie di foto e video cosa resta di Mosul dopo la battaglia combattuta per espellere Isis dalla città.

Ruth Michaelson sul Guardian recensisce il film In the Last Days of the City, che mostra come è evoluta la vita al Cairo negli ultimi 10 anni. I residenti, però, non potranno guardare la pellicola: le autorità egiziane l'hanno vietata.

Michael Rubin su Commentary si sofferma sulle riforme economiche proposte da al-Sisi in Egitto: potrebbero essere la sua eredità più importante e rischia di commettere gli stessi errori di Mubarak.

Dalla stampa francofona

Libia: una fatwa contro i musulmani ibaditi crea la polemica. E’ una questione iniziata il 9 luglio, quando sul ministero degli Affari religiosi del governo dell’Est, un parere religioso sosteneva che la confessioni ibadita, che esiste in Maghreb, Oman e a Zanzibar, sarebbe “aberrante e depravata” (RFi).

Piano migranti in Francia: più alloggi ed espulsioni. Il premier francese Édouard Philippe ha presentato ieri il piano immigrazione del governo: 12.500 unità abitative saranno create nei due prossimi anni per i richiedenti asilo e i rifugiati. I respinti saranno oggetto di una procedura di rinvio sistematica (La Croix).

Algeria: il petrolio non fa più guadagnare, allora niente Ketchup. Sospesa l’importazione di 24 prodotti stranieri, mentre Algeri cerca di far fronte all’abbassarsi delle riserve di valuta straniera (Le Parisien).

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