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Libia, l'Italia apre ad Haftar per non far fallire la missione militare

Rassegna stampa 2/08/2017

Dalla stampa italiana

Migranti, porti vietati e indagini sulle navi. Via alle misure sulle Ong ribelli. Il Viminale mette a punto la strategia per chi non ha firmato il Codice di comportamento. Previste interdizioni e verifiche su bilanci e contratti (Corriere della Sera).


Libia, il governo ora apre ad Haftar per non far fallire la missione militare. L’ambasciatore Perrone lavora a un’intesa con il generale di Tobruk (La Stampa).

In minigonna e velo islamico contro la Turchia conservatrice. La rivolta delle donne dopo insulti e violenze: “Non diteci cosa indossare” (La Stampa).

In Turchia inizia un maxiprocesso: 500 golpisti alla sbarra. “Vogliamo la pena di morte!”, urlano i manifestanti riuniti davanti al tribunale. È il più grande processo che Ankara abbia mai realizzato sul tentativo di golpe (Il Foglio).

Dalla stampa francofona

Francia e Germania determinate a estendere il sostegno al Sahel. La ministra francese degli Eserciti, Florence Parly, e la sua omologa tedesca alla Difesa, Ursula von der Leyen, hanno riaffermato martedì a Bamako l'impegno dei loro rispettivi Paesi ad approfondire l'appoggio alla creazione di una forza anti-jihadista del G5 del Sahel (TV5).

Siria, nel cuore della provincia di Idlib, una fragile isola di resistenza. In questa region del Nord-ovest della Siria, dove l'opposizione moderata si fa divorare dai jihadisti, la piccola cittadina ribelle di Saraqeb lotta per sopravvivere (Le Figaro - Paiement).

A Saint-Martory, i migranti sono benvenuti. I mille abitanti di questo comune della Haute-Garonne hanno accolto, con successo, una cinquantina di africani (Libération).

Dalla stampa anglofona

La crisi del Golfo attraverso le vignette. "C'è una linea sottile che ti separa da essere uno che fa propaganda e un vignettista" (the Atlantic).

Il viaggio di un reporter attraverso Tripoli. Lunghe code, sequestri e uccisioni. I residenti della capitale libica temono che il peggio dopo anni di caos debba ancora venire (the Washington Post).

Il presidente iraniano è sotto pressione per nominare ministri donna. Crescono le preoccupazioni nel Paese che Hassan Rouhani possa presentare un governo tutto formato da uomini (the Guardian)

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