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Afghanistan: il perché di una guerra senza fine

Rassegna stampa italiana ed estera dell'11/09/2017

Dalla stampa italiana

A Tripoli regna un governo fantasma: l'esecutivo di al Serraj sostenuto anche dall'Italia, scrive Francesca Mannocchi su Pagina99, non controlla la capitale, che è in mano alle milizie, come il resto del Paese.

Il presidente del Kurdistan iracheno conferma l'intenzione di andare al voto ed è pronto a dare battaglia per il futuro di Kirkuk. La città dovrà essere in futuro il luogo "simbolo di coesistenza di tutte le etnie". La vittoria del "Sì" non comporta in modo automatico la dichiarazione di indipendenza, ma rafforzerà le trattative con il governo centrale, scrive AsiaNews. Nel frattempo, scrive Luca Geronico su Avvenire, il governo iracheno di Baghdad ha affermato che "non riconoscerà il risultato di un referendum sull'indipendenza del Kurdistan".

Reportage di Marco Bresolin su La Stampa dalla Tunisia: con il blocco delle partenze via mare dalla Libia, "si è aperta una nuova rotta che attraversa la frontiera terrestre" e porta i rifugiati dalla Libia alla Tunisia.

Mauro Zanon su Il Foglio racconta come è cambiata Saint Denis, la città alle porte di Parigi: "più moschee che chiese, donne velate, record di radicalizzati".

Dalla stampa francofona

Perché il jihadismo non prende piede in Malesia. L'Islam "tropicale" di questo Stato multietnico lascia poco spazio all'ideologia dello Stato Islamico: il fondamentalismo rigido ma anti jihadista del nord-est del Paese cattura i musulmani più radicali (Slate).

Siria: i jihadisti di HTS possono essere i successori di ISIS? Hayat Tahrir al-Sham, emanazione di al-Qaeda nella regione di Idlib, aumenta le battaglie dopo il declino dello Stato Islamico (L'Obs).

Siamo tutti dei Rohingya. Su Oumma il commento dello scrittore e imam Ahmadou M. Kanté alla tragica questione che scombussola la Birmania e l'opinione pubblica di tutto il mondo.

Afghanistan: il perché di una guerra senza fine. Da Alessandro Magno a Donald Trump, tutti i conquistatori hanno cercato di controllare queste alte terre tra India e Anatolia - scrive François Reynaert su L'Obs (edizione abbonati).

Dalla stampa anglofona

L’Arabia Saudita avrebbe arrestato nel week end un influente uomo di religione: Sheikh Salman al-Awdah era già stato imprigionato tra il 1994 e il ’99 per aver spinto verso il cambiamento politico. In questo caso avrebbe manifestato il suo sostegno a una riconciliazione con il Qatar (Reuters).

L’iraq detiene 1.400 individui tra mogli e figli dei sospetti membri dello Stato Islamico. La maggior parte di loro arriva dalla Turchia, altri dalle ex Repubbliche sovietiche, Tajikistan, Azerbaijan o dalla Russia. Alcuni di loro sono asiatici, pochi francesi e tedeschi. Lo ha rivelato l’intelligence di Baghdad (Reuters).

Il figlio di Bin Laden avrebbe ricevuto il testimone per riunire la rete di terrorismo internazionale. Hamza bin Laden sarebbe infatti stato preparato per diventare leader all’interno dell’organizzazione del padre (the Daily Beast).

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