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Il jihad nel Sahel

Rassegna stampa italiana ed estera del 10 ottobre 2017

Dalla stampa italiana

Nella notte tra domenica e lunedì un'imbarcazione con a bordo 70 persone è stata speronata da un guardacoste tunisino. Sono decine i dispersi e si temono 30 morti. Con la chiusura delle coste libiche, scrive Francesco Battistini sul Corriere della Sera, si riapre la rotta tunisina.

Anis Hanachi, il tunisino 25enne che avrebbe istigato il fratello a uccidere due donne a Marsiglia, è stato arrestato a Ferrara. Fabio Tonacci su Repubblica si sofferma sulle figure di dodici terroristi che hanno colpito all'estero ma che avevano legami più o meno strutturati con il nostro Paese.

Sulle tracce dei jihadisti del deserto: "L’America non ci sconfiggerà mai". Domenico Quirico è stato nelle zone intorno ad Agadez, Niger, e ha cercato di raccogliere informazioni sulla silenziosa guerra contro il jihadismo nel Sahel (La Stampa).

La milizia con cui l’Italia e il governo di unità nazionale di Fayez al Serraj si erano alleate per fermare il flusso di migranti è stata sconfitta e ha perso il controllo di Sabratha, si legge su Il Post.

Dalla stampa anglofona

La nuova legge anti-burqa dell’Austria non funziona come previsto. Diversamente da altre nazioni, l’Austria non ha voluto chiamare la misura un “divieto”, temendo la possibilità di cause per discriminazione (the Washington Post).

Come il Myanmar ha costruito campi di concentramento senza essere fermato. In una democrazia zoppicante, i musulmani Rohingya sono rimasti intrappolati in una campagna di pulizia etnica che ha lasciato centinaia di migliaia senza case e in campi di detenzione, secondo il the Daily Beast.

Giacarta ospita l’Indonesia Modest Fashion Week 2017. In quanto Paese a maggioranza musulmana, l’Indonesia secondo il quotidiano nazionale in lingua inglese ha un enorme potenziale per sviluppare una forte industria della moda musulmana (Jakarta Post).

Dalla stampa francofona

La Francia si impegna ad accogliere 10mila rifugiati da qui a ottobre 2019, tra loro 3.000 dovrebbero arrivare da Niger e Ciad (Le Parisien).

In Libano, cristiani e musulmani aperti alle stesse devozioni religiose. Come in molti altri Paesi orientali, in Libano il culto dei santi attira, oggi come nel passato, la devozione sia di cristiani sia di musulmani e nutre il dialogo interreligioso (La Croix).

Tunisia: “l’affare del bacio”, o il bacio che porta direttamente in prigione. Un uomo franco-algerino e una tunisina sono finiti in carcere per essersi baciati all’uscita di un locale notturno. Una storia che fomenta tensioni in un Paese in cui i progressi sociali sono spesso messi in causa (Libération).

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