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Boko Haram a processo

Rassegna stampa italiana ed estera dell'11 ottobre 2017

Dalla stampa italiana

Per la prima volta nella storia nigeriana, si legge su Avvenire, oltre 6mila detenuti accusati di aver fatto parte del gruppo jihadista di Boko Haram stanno comparendo in processi “top secret”.

Gli Stati Uniti hanno messo taglie milionarie su due leader di spicco di Hezbollah. Erano più di dieci anni che Washington non prendeva misure di questo tipo nei confronti di Hezbollah, riporta Giordano Stabile su La Stampa. La mossa statunitense rientra nel piano dell’amministrazione Trump per contrastare l’influenza dell’Iran nella regione.

Jacopo Storni sul Corriere della Sera presenta “Radio Kobane” del regista curdo Reber Dosky, documentario di punta della 58esima edizione del Festival dei Popoli. Il documentario, di cui è proposto un breve trailer, racconta la storia di 94.3 FM, The Voice of Kobane, “unica stazione radio della città siriana Kobane, emittente sopravvissuta all’orrore dello Stato Islamico e adesso faro acceso verso il futuro della città, dove la ricostruzione, apparentemente impossibile, è il motore che guida la quotidianità delle persone”.

Domenica sera a Chiasso è stato arrestato il terzo fratello di Ahmed Hannachi, il terrorista che ha colpito Marsiglia. Anour Hannachi, insieme alla moglie, aveva raggiunto la Svizzera passando probabilmente da Como. “Il fatto che ancora una volta esista un collegamento tra gli attentati terroristici in Europa e l’Italia – scrive Paolo Colonnello su La Stampa – indica come i servizi di sicurezza europei stiano di nuovo riconsiderando il ruolo storico del nostro paese nelle vicende di terrorismo islamico: ovvero la Penisola come ‘base logistica’”.

Dalla stampa francofona

Mali: manifestazioni a ripetizione contro le forze francesi Barkhane a Kidal. Gli abitanti di Kidal in Mali hanno manifestato a più riprese da venerdì per chiedere che le truppe francesi dell’operazione Barkhane lascino la regione (Europe1).

Libano: il ritorno dei rifugiati siriani divide la classe politica. Il Paese accoglie da diversi anni un milione e mezzo di siriani, e i servizi dello Stato non riescono più a far fronte all’emergenza. Il governo accusa la comunità internazionale di non mantenere le promesse nel campo degli aiuti finanziari (RFi).

Ghassan Salamé vuole elezioni in Libia da qui a luglio 2018. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha formalmente sostenuto il piano dell’inviato speciale in Libia (RFi).

Dalla stampa anglofona

A ogni nazione occorre una capitale: come Erbil è diventata quella curda. Dalle bandiere alle statue ai nomi delle vie, la città di Erbil ha deliberatamente abbracciato la cultura curda fino a diventare uno spettacolo per turisti (the Guardian).

‘Tutti in Libano sono contro di loro’: un caso di assassinio e stupro aumenta le tensioni nel Paese contro i rifugiati siriani. Il risentimento era già alto, ma l’uccisione in un villaggio cristiano di una giovane ragazza ha innescato l’indignazione nazionale (the Washington Post).

Raqqa: un viaggio nel cuore della capitale distrutta dello Stato islamico. Dopo mesi di brutali combattimenti, la battaglia per riprendere la città siriana è quasi alla fine .Il Guardian la segue attraverso il viaggio del fotografo Achilleas Zavallis e il reporter Martin Chulov.

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