Perché abbiamo bisogno di testimonianza. Struttura della rivelazione cristiana e metodo del dialogo religioso , «Oasis» 7 (2008)



 

Dossier religioni all’esame di Bruxelles

Dossier religioni all’esame di Bruxelles

Autore: Bérengère Massignon
Titolo: Des dieux et des fonctionnaires. Religions et laïcités face au défi de la construction européenne
Editore: Presses Universitaires de Rennes, 2007, pp. 364

 

Come osservano gli editori nella copertina del libro, «proprio quando si va abbozzando un’Europa politica e mentre si profila l’adesione della Turchia, l’Unione europea non sfugge alla questione religiosa. Quale identità? Quale frontiera per l’Europa? Come produrre senso ed esercitare influenza in un quadro di globalizzazione che esaspera il sentimento religioso? Quale posto riservare alle religioni in seno alla società civile europea in gestazione?». Di tal genere sono le questioni, complesse e dibattute, alle quali quest’opera di riferimento si sforza di suggerire delle risposte, attraverso un’analisi appropriata di tutto quanto ha sperimentato in materia, nel corso degli ultimi cinquant’anni, la “costruzione europea”. Diplomata in Scienze politiche (Parigi) e dottore in Sociologia all’Ecole Pratique des Hautes Etudes, Bérengère Massignon insegna Geopolitica delle religioni e partecipa a un progetto sull’insegnamento del fatto religioso in Europa. In quest’opera tra le più documentate intende analizzare «le relazioni tra gli ultimi cinque presidenti della Commissione europea e i loro consiglieri in materia religiosa e gli esponenti religiosi europei: cattolici, protestanti e, fatto nuovo e abbastanza sviluppato, ortodossi, ebrei, musulmani e laici». Dopo un'introduzione generale (9-21) in cui giustifica il titolo Degli dei e dei funzionari, l’autrice individua subito quelle che sono le «religioni e le laicità (secondo un plurale tra i più diversificati) di fronte alla sfida della costruzione europea», per accostarle nel quadro metodologico di un «laboratorio di studi e di dibattiti».

La prima parte descrive le Traiettorie comparate degli esponenti religiosi e laici mentre la seconda parte, che ha per titolo Gestire la diversità religiosa: una sfida per la Commissione europea, fa la storia degli sforzi in questo senso, mentre il capitolo terzo analizza Genesi, crisi e sviluppi (109-181).

L’autrice constata poi che c’è una Istituzionalizzazione e pluralizzazione incompleta (183-205). L’Unione Europea affronta, effettivamente, molteplici forme della «sfida della pluralità religiosa», e «il caso dell’islam» non è uno dei più piccoli, vista «la difficile ricerca dei partner musulmani», mentre ortodossi, ebrei e umanisti si fanno più esigenti quanto alle istituzioni dell’Unione.

Nella terza parte si trova una riflessione d’insieme sull’attuale stato della questione: Fare l’uno con il molteplice: un modello europeo di gestione dell’elemento religioso originale? Qual è l’apporto del modello di culti riconosciuti, e si può parlare di una laicità europea? Ogni paese europeo, a modo suo, è pronto a riconoscere il ruolo sociale positivo della religione, ma è così diverso il modo con cui ne organizza le relazioni giuridiche con lo stato e la società civile.

Nella Conclusione generale, l’Autrice mette a fuoco ciò che è Il “compromesso” europeo (303-318) per realizzare «l’unità nella diversità». Si tratta di una «forma di controllo innovativa» del fenomeno religioso che ha le sei seguenti caratteristiche: «la sussidiaretà, il ruolo sociale positivo svolto dalle religioni, il riconoscimento della loro specificità in rapporto alle altre organizzazioni della società civile, la neutralità positiva, il riconoscimento del pluralismo confessionale, esteso ai raggruppamenti a carattere filosofico, un arsenale giuridico strutturato in materia di non-discriminazione secondo la religione e le convinzioni».

In che modo trattare equamente il pluralismo religioso di una società senza tener conto del peso reale delle comunità religiose, in base al loro apporto alla cultura e alla politica di questa stessa società? È un problema che conoscono al giorno d’oggi numerosi paesi, dove musulmani e cristiani devono vivere, in condizioni di minoranza o di maggioranza, in armonia con altre comunità religiose: il “caso europeo” potrebbe senza dubbio essere illuminante a questo proposito, ed è per ciò che questo libro merita di essere letto con attenzione.

Per citare questo articolo

Maurice Borrmans, Dossier religioni all’esame di Bruxelles , «Oasis» [on-line], 7 | Maggio 2008, on line il 15 Maggio 2008 consultato il 23 Maggio 2012.
URL: http://www.oasiscenter.eu/node/2450