/application/files/9815/0876/9668/oasis_c24bc5724357952d4b9a36c686bde38a.jpg
close_menu
close-popup
image-popup

Lingue disponibili:
close-popup
Paypal
Carta di credito
donazioni
Rassegna stampa

In Turchia Erdogan perde la maggioranza

Dopo 13 anni di governo monocolore, il leader islamico-moderato dovrà cercare un accordo con i nazionalisti. Impresa del partito filo-curdo, che entra in Parlamento

Erdogan perde la maggioranza dopo 13 anni di governo monocolore, i curdi entrano in parlamento con un risultato storico, ma queste elezioni turche non finiscono qui.

La risposta dei seggi è chiara. Anche se il leader islamico-moderato viene ridimensionato, la Turchia si conferma un Paese conservatore, certo ancora lontano dalle sfide che riserva l’ingresso in Unione Europea. Il Mhp, il Partito nazionalista è stato autore di una ottima performance e adesso potrebbe rivelarsi una spalla preziosa per il Capo dello Stato per i suoi disegni presidenziali e per tenere di fatto i curdi fuori dalla Costituzione.

Bisogna ancora vedere se Erdogan riuscirà in questa impresa, quello che è certo è che adesso il leader islamico sempre meno moderato ha bisogno di una sponda per formare un governo di coalizione e quella sponda, al momento sembrerebbe proprio trovarla solo in Bahceli, che guida il partito un tempo punto di riferimento dei Lupi Grigi e che di certo non si distingue per le politiche progressiste e a favore delle minoranze.

I curdi hanno fatto quasi un miracolo, con il loro 12% e i loro 75 deputati entrano per la prima volta come partito e in forza in Parlamento. A Diyarbakir e in alcuni quartieri di Istanbul è scoppiata la festa, ma la loro azione politica potrebbe ridursi a quella di forte opposizione. Il Chp, l’ex partito kemalista di Mustafa Kemal Ataturk, con il suo 25% si conferma la maggiore forza di maggioranza, ma insufficiente a rappresentare una reale alternativa all’Akp.

Il presidente Erdogan però adesso potrebbe avere dei seri problemi anche all’interno del suo partito. Nell’Akp sono sempre più infastiditi dal commissariamento al quale sono stati sottoposti negli ultimi anni. Il rischio è che questo risultato elettorale faccia scattare un pericoloso regolamento di conti, che andrebbe a ridimensionare ulteriormente le ambizioni del Capo di Stato.

La Stampa

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

Autorizzo l’utilizzo dei miei dati dopo aver letto e accettato le condizioni di utilizzo del servizio ai sensi della D.LGS. 196/2003

For insights and analysis subscribe to our biannual journal