Ignazio Sanna, Emergenze umanistiche e fondamentalismi religiosi

Ignazio Sanna, Emergenze umanistiche e fondamentalismi religiosi

Ignazio Sanna (a cura di), Emergenze umanistiche e fondamentalismi religiosi. Con quale dialogo?, Edizioni Studium, Roma 2008, pp. 204
 

Nella presentazione del testo, Ignazio Sanna, Arcivescovo di Oristano e già Pro-Rettore dell'Università Lateranense, ricorda come la famosa rivista Science, per celebrare i 125 anni di vita, abbia sintetizzato le domande che l'umanità ancora si pone in 125 questioni, poi ridotte a 25 e infine a cinque grandi quesiti: di che cosa è formato l'universo? Quali sono le basi biologiche della coscienza? Perché l'uomo ha così pochi geni? Quanto può essere allungata la vita umana? La terra potrà sostenere la crescita della popolazione? Sottese a queste domande sta la questione antropologica, che rimanda necessariamente alla questione teologica. «La postmodernità, con la crisi della metafisica e l'avvento del pensiero debole, ha messo in crisi i classici assoluti metafisici: "Dio, uomo, mondo". La prima conseguenza dell'indebolimento del concetto di Dio è l'indebolimento del concetto di uomo» (p. 13). All'interno della questione antropologica un particolare risalto è dato al dialogo o conflitto tra la visione cristiana dell'uomo e le diverse istanze culturali e religiose.
Il volume, terzo frutto dei seminari dell'area di ricerca "Teologia Filosofia Scienze Umane" dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose Ecclesia Mater dell'Università Lateranense, si compone di diversi interventi. Se Lorenzo Caselli (pp. 15-29) offre uno sguardo d'orizzonte alla globalizzazione come segno dei tempi e come sfida aperta per l'umanizzazione dei diversi ambiti della vita sociale, con un'attenzione tutta particolare al ruolo dell'Europa e toccando la più stretta attualità economica, Ignazio Sanna (pp. 31-40) da un lato delinea un'identità aperta per l'uomo contemporaneo, non chiusa alla tradizione ma in fecondo dialogo con essa, dall'altro (pp. 141-154) descrive la decivisità dell'elemento religioso in dialogo o conflitto con altre istanze del dibattito pubblico nei vari contesti. Su questa linea si pone Nunzio Galantino che sintetizza, in dialogo con il proprio testo Sulla via della persona, alcune più urgenti questioni per l'agenda antropologica attuale. Pregnante e centrale nell'ottica del percorso indicato è l'intervento di Giuseppe Lorizio (pp. 113-139), che delinea gli elementi filosofico-teologici del confronto tra fondamento e fondamentalismi, con l'esito originale di cogliere nella figura del martire un legame non fondamentalista ma testimoniale al fondamento stesso. Su queste basi Gianni Amborsio, vescovo di Piacenza-Bobbio, può definire il legame tra unità della fede cristiana e universalismo cristiano (pp. 155-166), con l'apertura alla pluralità delle culture senza ricadute relativistiche e senza inficiare un riferimento integrale al nucleo del messaggio evangelico. Giuseppe Della Torre (pp. 167-178) traccia una breve storia del controverso termine laicità, definendone i paradossi nell'applicazione liberale della tolleranza, e insieme la ripresa autentica entro l'insegnamento conciliare, in particolare nella dichiarazione Dignitatis Humanae e nella costituzione pastorale Gaudium et Spes, mentre Flavio Felice (pp. 179-195) indica le risposte della Dottrina Sociale della Chiesa, con riprese nell'insegnamento recentissimo di Benedetto XVI, alla traiettoria assolutistico-totalitaria percorsa da certa modernità politica. Infine il volume dedica due coppie di interventi a settori scottanti e specifici del dibattito attuale: Maria Luisa Di Pietro-Manuela Sina (pp. 41-61) e Anna Giuli (pp. 95-112) toccano i punti salienti da un lato della cosiddetta "guerra del genere" originatasi dalle istanze estreme di matrice femminista e dall'altro delle implicazioni bioetiche per la famiglia dei principali progressi biotecnologici, specie nel campo di inizio e fine vita; Edmund Kowalski (pp. 63-78) e Mauro Cozzoli (pp. 79-93) si spingono più decisamente nel campo bioetico, riconducendo ad unità, tramite la triplice domanda bioetica - quale vita umana per la bioetica? quale uomo per la bioetica? quale etica per la bioetica? - i paradigmi della qualità e sacralità della vita, e riconoscendo dietro alla domanda di salute la ricerca della salvezza, sottesa anche ad alcune istanze etiche espresse da taluni principi morali fondamentali, nello specifico i principi di inviolabilità, unitotalità, cura, totalità, proporzionalità, precauzione e spendibilità.