C. Cardia, Le sfide della laicità, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2007
La laicità è da considerarsi, dalla Modernità in poi, l’elemento fondante l’intera evoluzione storica dell’Occidente. Essa assume il valore di caposaldo della convivenza civile, oltre la pretesa terrena di un’egemonia da parte del potere spirituale, nella consapevolezza tuttavia che la dimenticanza del trascendente pone in serio dubbio la comunità umana.
Se il totalitarismo in diversi modi lungo il Novecento ha combattuto la laicità - a destra come a sinistra, nella deriva nazi-fascista, indulgente verso la religione instrumentum regni, così come nella deriva comunista, fautrice dell’ateismo pratico -, la ripresa di una sana laicità indica per l’oggi diverse frontiere, dall’etica al multiculturalismo.
Nel primo campo è quanto mai richiesta moderazione rispetto al duplice rischio per un verso della retorica dei diritti umani, che confina l’eticità su un piano astratto in contrapposizione ad una moralità solamente privata, e, per altro verso, della ricaduta in nuove forme di Stato etico, normatore dei comportamenti individuali. Famiglia, procreazione ed eutanasia sono gli argomenti di frontiera per un’etica della moderazione.
Nel secondo campo l’autore individua nel rapporto con l’Islam la frontiera più incerta e delicata: l’Europa indifferente verso i suoi principi laici rischia di “suicidarsi” di fronte alle sfide imposte dal dialogo multiculturale con altre fedi e visioni del mondo, dialogo perseguibile solo avendo coscienza delle proprie radici storico-culturali.