Giovani Kosovari intermediari della convivenza religiosa

Engelbert Zefaj  20/10/2007

Sembra che riparta dai giovani, cristiani e musulmani, la pista di una nuova e reale convivenza tra comunità religiose diverse in Kosovo.

La testimonianza viene da Pec Peja, cittadina di 150.000 abitanti, che porta nel doppio nome la ferita della storia: si chiama Peja per il 98% dei suoi cittadini di etnia albanese, e Pec per il 2 % di serbi e altre minoranze, compresi gli stranieri che lavorano qui per varie organizzazioni internazionali.

Qui, nel cortile dell’unica parrocchia cui si riferiscono i 1400 fedeli circa della comunità cattolica, grazie alla Caritas veneziana si è attivato un centro giovanile aperto a tutti i ragazzi e le ragazze della cittadine, senza esclusione di alcun tipo. Anche a livello dell’amministrazione e organizzazione delle varie attività, ai giovani cattolici si affiancano giovani musulmani, al punto che l’80% dei ragazzi che ruotano intorno al centro è musulmano. Si mantengono ancora fuori purtroppo i giovani ortodossi, che non partecipano per motivi politici e per le conseguenze della guerra del ’99.

Ma un passo particolarmente significativo che mostra la concordia che si respira in questo centro è stato compiuto agli inizi di settembre, quando dalla località kosovara un gruppo di giovani cattolici è partito per raggiungere altre migliaia di giovani per l’incontro con Papa Benedetto XVI.

Con loro c’era anche Arjana, una ragazza musulmana che con il consenso dei suoi genitori è partita per l’Italia. Anche lei a percorrere le vie in pellegrinaggio in Italia per raggiungere Loreto, vicina agli altri ragazzi nei canti e in tutti i momenti della giornata, dall’incontro con il Papa alla preghiera del rosario. Era contenta come chi realizza uno dei suoi sogni. Al suo ritorno a casa non ha smesso di contagiare la sua famiglia e gli amici con la sua gioia, raccontando l’avventura.

La vicenda di Arjana è piccola cosa, ma fa luce sui tanti fatti che ogni giorno accadono presso il centro giovanile, eretto con lo scopo di promuovere la pace, la convivenza e il rispetto nella condivisione della vita quotidiana, di esperienze comuni.