Diecimila nel 2007, tredicimila nel 2008: in tanti cercano di fuggire e sono disposti ad affrontare qualunque rischio, compresa la morte. E i pochi che riescono a trovare posto su un barcone per attraversare il Mediterraneo verranno quasi certamente respinti in Libia. Ma non c’è altra scelta per chi non vuole vivere in un paese dove il regime sembra in preda a una deriva ideologica simile per molti versi a quella nazional/comunista della Cambogia di Pol Pot e dei Khmer rossi.
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