VENEZIA - Nella mattina di martedì 21 giugno una delegazione di rappresentanti della Fondazione Oasis (che in questi giorni è riunita nell'isola di San Servolo a Venezia) è stata accolta a Ca' Farsetti dal sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni.
Viene qui pubblicato il testo pronunciato, nell'occasione, dal Sindaco di Venezia (per maggiori info sulla delegazione e per visualizzare i diversi interventi si rimanda al post precedente):
"Sua Beatitudine Eminentissima il sig. Card. Antonios Naguib, Patriarca di Alessandria di Egitto
Sua Eminenza il sig. Card. Angelo Scola, Patriarca di Venezia
Sua Eccellenza Mons. Maroun Lahham, Arcivescovo di Tunisi
Sua Eccellenza Mons. Bader Ghaleb Moussa, Arcivescovo di Algeri
Sua Eccellenza Mons. Antoine Audo, Vescovo di Aleppo dei Caldei
Eminenti rappresentanti della chieda cattolica presente in Nord Africa e in Medio Oriente
Autorità civili e militari
È con vivo piacere che porgo il saluto della Città di Venezia, e il mio personale, a tutti voi, qui convenuti.
La Vostra presenza nella sede ufficiale della Municipalità costituisce un evento di particolare importanza che sarà a lungo ricordato, sia per ciò che voi siete, sia per ciò che rappresentate.
Venezia conosce bene ed apprezza l’importante lavoro che in questi anni ha fatto Oasis tessendo una preziosa rete internazionale di rapporti e promuovendo l’incontro fra le diverse culture del Mediterraneo. Venezia è per sua vocazione centro e laboratorio di dialogo fra religioni, civiltà, con storie differenti. Una Città dell’Occidente, rivolta ad Oriente che ha trovato il proprio fattore di crescita nello scambio commerciale, nel confronto culturale ed interreligioso, mantenendo questa propensione fino ad oggi, facendosi teatro ed attrice essa stessa nel contesto internazionale, porta naturale fra l’Occidente e l’Oriente.
Mai come oggi i temi della convivenza fra i popoli, della gestione dei flussi migratori, del rifiuto della guerra e delle dittature sono attuali e impongono le nostre riflessioni. Mai come oggi l’Europa si deve interrogare sul rapporto con gli Islam, quando la “primavera araba”, mutando il volto del Medio Oriente e del Nord Africa, impone a tutto l’Occidente, ed in particolare ai popoli del Mediterraneo, una serio confronto sull’importanza della difesa dei diritti umani.
I nostri fratelli cristiani che vivono ed operano nei paesi a maggioranza musulmana sono naturalmente i testimoni più diretti di un mondo con il quale la cristianità ha sempre dialogato e che oggi inspiegabilmente sembra essere inaccessibile, per la difficoltà ad incontrarci su alcuni valori umani elementari, quali la libertà, la democrazia e la pari dignità degli uomini e delle donne.
Sono ostacoli che solo le religioni, come espressione più profonda e sincera dell’animo popolare, possono contribuire a superare.
Laddove la razionalità dell’uomo moderno, razionalità spesso accompagnata da una superbia cieca, non riesce ad arrivare, possono arrivare i sentimenti profondi del cuore, quell’amore per il prossimo che tutte le religioni monoteiste proclamano.
Voi avete la possibilità di condurci per mano ed aiutarci a capire l’altro, il fratello musulmano che si affaccia al nostro mondo e che noi nella nostra aridità intellettualistica spesso tendiamo a respingere.
La Vostra opera, l’opera di Oasis, è importante per questo a Venezia, con la sua storia, con la sua volontà di continuare nella sua lunga tradizione di incontri fra i popoli, guardando a voi con interesse e gratitudine”.
Venezia, 21 giugno 2011