Dopo aver decapitato dittature di stampo diverso, i protagonisti delle rivolte arabe attraversano oggi una transizione che interroga anche i Paesi vicini e tutto l’Occidente. Ma insieme alla piazza, altri soggetti, laici e religiosi, moderati ed estremisti, sono entrati pienamente nella partita. Chi prevarrà? Il caso Tunisia, con il dibattito sulla libertà di espressione, sull’adozione formale o implicita della sharî‘a in uno Stato moderno e sul significato di un partito a riferimento religioso, così come il Risiko egiziano e l’ambiziosa Turchia: tutto induce a riflettere sul rapporto tra fede e agorà pubblica, sui rischi dell’ideologizzazione della religione, ma anche dell’intolleranza laicista. Nelle rivendicazioni dei popoli arabi emerge una domanda universale, mentre torna alla ribalta la questione dell’apertura alla trascendenza in una democrazia liberale. Con inaspettata attualità, ma senza nostalgie passatiste.
- La misura della libertà: libertà senza misura? - Yadh Ben-Achour
- Iniezioni di sacro nei progetti di an-Nahda - Malika Zeghal
- Per Dio o per il popolo? - Riadh Chaibi
- Una nuova competizione religiosa nello spazio pubblico - Ajmi Lourimi
- La svolta pluralista: se non ora, quando? - Abdelmajid Charfi
- Il braccio di ferro tra esercito e Fratelli - Tewfik Aclimandos
- Le tigri d’Anatolia, laiche e devote - Alberto-Fabio Ambrosio
- Il momento arabo di verità che riguarda tutti - Paolo Gomarasca
- Quel nesso liberale tra democrazia e religione - Massimo Borghesi
- La città cristiana baluardo per ogni credente - John Milbank - Adrian Pabst
- Sudditi del Governatore dell’Universo - Charles-J. Chaput
















