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Cristiani nel mondo musulmano

Gerusalemme, istanti di vita

Servizio Fotografico

In basso la Valle del Cedron punteggiata di olivi centenari, più in alto la distesa di tombe addossate ai bastioni del Tempio e sulla spianata la Cupola della Roccia scintillante al sole. Un poco più a destra, per chi guarda dall’Orto degli Ulivi, la cupola bluastra della Basilica del Santo Sepolcro, ricostruita dopo il grave incendio del 1808. A sinistra invece la moschea di al-Aqsa, quel «Tempio Ultimo dai benedetti precinti» menzionato nel folgorante esordio della sura XVII. Ecco la Gerusalemme da cartolina, l’icona devota da cui espungere mentalmente i grattacieli della città nuova, la metropolitana leggera in lenta costruzione e un ponte di Calatrava che con il celebre fratello veneziano condivide una storia tormentata. E da cui cancellare soprattutto il filo spinato, il Muro e le mille contraddizioni di una terra troppo angusta per la storia che la popola.

 

 

In Terra Santa il valore della testimonianza è palpabile ovunque: senza un continuo, gigantesco passaparola, inciso nei segni lasciati dai pellegrini di ogni fede e registrato nei loro resoconti di viaggio, oggi non sapremmo indicare con sicurezza quasi nessuno dei luoghi che hanno reso celebre in tutto il mondo il lembo di terra che s’inerpica e precipita tra il Giordano e il mare. Ed è proprio in questa secolare corrente di testimoni che Benedetto XVI ha scelto di inserire la sua straordinaria visita.

 

 

Fotografie per gentile concessione di Leonora Giovanazzi (flickrname Lyonora)

 

 

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