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Medio Oriente e Africa

I rivoluzionari gridano «No!»

A ventiquattr’ore dalla nuova dichiarazione costituzionale emessa dal Presidente Muhammad Morsi a mezzanotte dell’altro ieri e che cancella “la dichiarazione della crisi” senza modificarne gli effetti, migliaia di oppositori del presidente sono sfilati in 5 grandi cortei, ieri sera, da diverse piazze verso il Palazzo presidenziale (Qasr al-ittihâdiyya). I manifestanti hanno dichiarato che l’assedio continua, anche dopo la nuova dichiarazione, per protesta contro di essa. A livello politico il Fronte di salvezza nazionale si è trovato concorde nel rifiutare il nuovo decreto costituzionale considerandolo «un tentativo del potere per guadagnare tempo fino al giorno del referendum sul progetto di Costituzione». Il Fronte ha insistito, durante una riunione urgente tenuta ieri, per la cancellazione dell’appuntamento referendario sulla nuova costituzione fino a quando si raggiungerà un consenso sociale su di essa. Il Fronte considera nullo il referendum, invitando a organizzare mega manifestazioni in tutte le piazze, domani. E nella Piazza [Tahrîr] i manifestanti hanno dichiarato di voler continuare l’occupazione.

 

Dal punto di vista giuridico, alcuni costituzionalisti hanno attaccato la dichiarazione costituzionale, affermando che si tratta di un tentativo di placare la rabbia politica delle piazze. Da parte sua, un magistrato della corte costituzionale ha dichiarato: «Il governo non ha cambiato posizione rispetto alla sua idea di sospendere l’attività della Corte». «Nonostante la cancellazione dell’ultima dichiarazione costituzionale, la Corte non ha ancora valutato se assumere una posizione diversa». Nel frattempo il consigliere Talʿat ʿAbd Allâh, Procuratore generale, ha depositato presso la Procura della Sicurezza dello Stato una denuncia che accusa Muhammad al-Baradei, ʿAmr Mussa, as-Sayyid al-Badawi, Hamdeen Sabahi e il consigliere Ahmad az-Zand di spionaggio a favore di Stati stranieri e di azioni volte a rovesciare il regime vigente. Il Consigliere Murtadâ Mansûr ha invece presentato una denuncia alla Procura generale in cui accusa il Presidente di attentato alla sicurezza pubblica.

 

Dal canto loro l’associazione dei Fratelli Musulmani ha indetto 3 manifestazioni da un milione di persone per domani, al Cairo, Alessandria ed Asyut. Inoltre il dottor Muhammad Mursi, Presidente della Repubblica, ha emesso un decreto, numero 107/2012, in cui autorizza le forte armate a partecipare al compito di mantenere la sicurezza e difendere le infrastrutture vitali dello Stato. Il decreto, pubblicato a tarda ora ieri sera, nel numero 49 bis della Gazzetta Ufficiale, stabilisce che le forze armate sostengano gli apparati di polizia, in pieno coordinamento con essi, in operazioni di sicurezza e a difesa delle infrastrutture vitali dello Stato per un periodo temporaneo, fino a quando siano proclamati i risultati del referendum costituzionale. Secondo il codice dei magistrati e dei funzionari, il decreto obbliga le forze armate, mentre svolgono compiti legali e giuridici, a tutti i doveri propri dei pubblici ufficiali stabiliti nel codice penale.

 

 

http://today.almasryalyoum.com (trad. Martino Diez - Fondazione Internazionale Oasis)

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