close_menu
close-popup
image-popup

Lingue disponibili:
close-popup
Paypal
Carta di credito
abbonati
Cristiani nel mondo musulmano

Il bilancio drammatico del 2009 per i cristiani del Pakistan

L’intolleranza religiosa ha registrato il suo culmine nel 2009, un anno piuttosto tumultuoso nel quale l’ambiente politico, sociale e naturale del Pakistan hanno toccato il loro punto più basso. Il 2009 è stato particolarmente devastante per i cristiani, che hanno rischiato la pulizia etnica per mano di fanatici religiosi. Uno dopo l’altro diversi assalti sono stati portati su vittime diverse seguendo tuttavia sempre lo stesso schema e adducendo sempre gli stessi pretesti. Ecco una breve lista di atrocità commesse in nome della religione:

 

 

30 giugno 2009 Bahmniwala, Kasur: più di 110 famiglie cristiane, accusate di blasfemia, sono state costrette a fuggire dalle loro case per paura di attacchi da parte di musulmani dei villaggi vicini. Apparentemente la tensione è iniziata con una scaramuccia tra giovani cristiani e musulmani poi degenerata in violenza religiosa.

 

 

30 luglio 2009, Korian, Gojra: durante un matrimonio, circa quaranta proprietà e famiglie cristiane, accusate di violazione delle leggi sulla blasfemia, sono state attaccate da alcuni incendiari.

 

 

1 agosto 2009, Gojra: una folla inferocita ha assediato l’area residenziale e usato potenti agenti chimici per appiccare il fuoco a case e persone cristiane. Nove donne e bambini, impossibilitati a scappare o a nascondersi, sono stati bruciati vivi in questo atroce episodio. Responsabile di questo crimine efferato è stato considerata un’organizzazione militante già bandita dal governo. Tuttavia le prove circostanziali hanno messo in luce il ruolo giocato dall’amministrazione locale.

 

 

15 settembre 2009, Jethike, Sialkot: il corpo di un ragazzo cristiano, Robert Fanish Masih, è stato trovato impiccato in un modo assurdo in una prigione. Secondo gli ufficiali di polizia si è trattato di un suicidio. Il ragazzo era stato arrestato alcuni giorni prima con l’accusa di blasfemia. Evidenti segni di tortura e numerose ferite hanno smentito la versione ufficiale. Tuttavia l’incidente è stato insabbiato.

 

 

Nonostante l’abuso ripetuto delle leggi sulla blasfemia, il leader del partito popolare islamico ha dichiarato in un confronto pubblico che esse sarebbero state difese a ogni costo e che anche in assenza di una legge simile i musulmani avrebbero linciato pubblicamente gli imputati per blasfemia. Questo tipo di dichiarazioni da parte di leader popolari e rispettati non fa che esprimere la mentalità collettiva della società.

 

 

In tempi come questi, in cui i cristiani affrontano tanta insicurezza e incertezza in Pakistan, il tempo di Avvento e quello di Natale sono stati particolarmente duri per tutta la popolazione cristiana del paese. Invece di celebrare la nascita del Principe della pace con fervore e entusiasmo i cristiani hanno dovuto chiedersi come poter festeggiare e gioire mentre i loro fratelli e sorelle attraversano tante sofferenze e tale subbuglio. E non sembra di poter mettere la parola fine alle persecuzioni di cristiani. Ci troviamo nella classica situazione in cui ognuno pare aspettare il proprio turno. La mangiatoia, segno di inclusione e umiltà non è stata accessibile a tutti a causa della presenza di numerosi contingenti di polizia chiamati ad assicurare la sicurezza intorno alle chiese. In molti posti la messa della vigilia è stata annullata a cause delle persistenti minacce contro i luoghi di culto. Il Natale è stato osservato con sobrietà non perché i cristiani pakistani non si sentano più legati a questa grande occasione religiosa, ma per via delle circostanze dolorose del paese e in particolare quelle di molti dei lo fratelli. Durante la vigilia i cristiani, che fossero nel Gojra, Kasur, Sindh, Balucistan o all’estero, hanno pregato intensamente per commemorare quei martiri la cui unica colpa è stata quella di essere chiamati da Cristo e di credere in Lui, affidandosi particolarmente alla custodia degli Angeli custodi, soprattutto in questo tempo di avversità e afflizione.

 

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

Per approfondimenti e analisi abbonati alla nostra rivista semestrale