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Medio Oriente e Africa

Iraq: la Fondazione al-Khoei contro le aggressioni alle minoranze

Iraq: da Najaf la Fondazione al-Khoei, istituzione sciita vicina all’imam al-Sistani, condanna le aggressioni ai cristiani e alle altre minoranze e rivolge un pressante appello ai politici e religiosi locali e alle organizzazioni internazionali perché intervengano “prima che sia troppo tardi”.

Fondazione benefica dell’Imam al-Khoei, Najaf - Iraq, vicina all’ayatollah Sistani, riferimento spirituale degli sciiti iracheni, che ha invitato a creare un governo di unità nazionale, opponendosi a un terzo mandato del primo ministro al-Maliki.

 

 

Sulla base degli autentici significati della religione, trasmessi dai Libri celesti, e in forza dello spirito nazionale, dei valori morali e umani, e della responsabilità che ricade sui figli dell’unico popolo – siano essi responsabili religiosi, politici, culturali, del mondo dei media o istituzionali – di fronteggiare il tentativo di eliminare alcune componenti della nostra società, condotto da parte di alcuni gruppi animati da concezioni malate e irreligiose, realtà che non badano alla sacralità del sangue umano e si comportano da nemici della religione e dell’umanità insieme, manovrati dietro le quinte dai programmatori delle ostilità comunitarie, religiose ed etniche,

 

 

affermiamo quanto segue:

 

 

  1. Condanniamo, disapproviamo e stigmatizziamo tutte le aggressioni ai luoghi di culto, moschee, huseyniyye [luoghi di culto propri degli sciiti], chiese e altri, e gli attentati ai sacri simboli di tutte le religioni e confessioni.

     

     

  2. Dichiariamo la nostra piena disponibilità ad accogliere le famiglie dei profughi e degli sfollati iracheni, siano essi musulmani, cristiani o altri.

     

     

  3. Invitiamo tutti gli iracheni a fornire ogni tipo di aiuto alle famiglie dei profughi e a proteggerle dagli aggressori, secondo i principi della fratellanza umana e nazionale.

     

     

  4. Attenendosi ai ripetuti appelli dell’autorità religiosa [sciita] suprema nella Hawza di Najaf, che invita alla tolleranza e alla convivenza e domanda di rafforzare il principio di cittadinanza e l’uguaglianza dei diritti tra tutti gli iracheni, gli uomini delle religioni, missionari, predicatori, intellettuali e giornalisti, devono assumersi le proprie responsabilità religiose e morali in questa direzione.

     

     

  5. Le istanze politiche, legislative e di governo, devono assumersi la loro responsabilità di fronte al pericolo che sovrasta le minoranze religiose ed etniche, come gli Shabak, i Turkmeni, gli Yazidi, i Sabei Mandei e che si è manifestato da ultimo negli episodi avvenuti a Mossul e in altre città a danno dei cristiani e di altre minoranze. Devono prendere provvedimenti pratici, operativi, immediati, per proteggere le vite umane, i luoghi di culto e i monumenti storici che immortalano le civiltà del nostro Iraq ferito.

     

     

  6. Essi devono richiedere all’Onu, all’Unesco, all’Organizzazione della Conferenza Islamica e alla Lega Araba, di assumersi le loro responsabilità umane e storiche e prendere provvedimenti rapidi ed efficaci prima che sia troppo tardi.

     

     

  7. Sotto lo slogan “collaboriamo, pensiamo, agiamo e programmiamo, per riuscire”, la Fondazione benefica dell’Imam al-Khoei con sede a Najaf dichiara la sua piena disponibilità a collaborare con tutte le organizzazioni internazionali, umanitarie e sociali in questo ambito. Esse troveranno cuori e braccia aperte.

 

 

E Dio è colui che dona il successo.

 

 

[Traduzione dall'arabo: Martino Diez]

 

 

Leggi anche: «Noi e loro, un’unica cosa», di Jawad al-Khoei

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