close_menu
close-popup
image-popup

Lingue disponibili:
close-popup
Paypal
Carta di credito
abbonati
Rassegna stampa

Islam: il partito che vuole la “sharia occidentale” in Belgio

Rassegna stampa [Shutterstock]

Rassegna stampa italiana ed estera del 16 aprile 2018

Ultimo aggiornamento: 16/04/2018 10:49:10

Dalla stampa italiana

 

Dopo i raid americani, inglesi e francesi in Siria il presidente francese Emmanuel Macron aveva affermato di aver convinto Donald Trump a mantenere un distaccamento in Siria. Smentita della Casa Bianca: “il presidente ha chiarito di volere che le forze militari tornino a casa al più presto”. “Mi appello nuovamente a tutti i responsabili politici, perché prevalgano la giustizia e la pace”, ha dichiarato Papa Francesco (Repubblica).

 

I raid in Siria, scrive Ugo Tramballi sul Sole 24 Ore, non rappresentano un evento in grado di cambiare il corso delle cose: “la guerra siriana può continuare fra alti e bassi per qualche anno ancora: cambiando pelle, alternando vittime e carnefici, protagonisti e comprimari ma continuando a mietere vite e impedire la stabilità di un’intera regione”.

 

Il Belgio, scrive Marco Bresolin su La Stampa, si domanda se sia giusto dichiarare fuori legge “un partito politico che si ispira ai principi dell’Islam”. L’interrogativo, si legge, è sollevato dalla candidatura del partito “Islam”, una “formazione che vuole instaurare ‘la sharia all’occidentale’”.

 

Almeno due cristiani sono morti ieri durante un attacco perpetrato da criminali armati che hanno aperto il fuoco a Isa Nagri, un quartiere cristiano vicino a Brewery Road, nella città di Quetta. Lo riferisce a DawnNewsTV Abdur Razzaq Cheema, commissario di polizia, che aggiunge che l’attacco è stato compiuto mentre i fedeli uscivano dalla chiesa locale (AsiaNews).

 

Dalla stampa francofona

 

Comincia in Belgio la campagna elettorale in vista delle prossime elezioni locali che si terranno in ottobre. Fa molto discutere il partito Islam, acronimo di “integrità, solidarietà, libertà, autenticità e moralità”. Il programma presentato dai tre co-fondatori prevede l’applicazione della legge islamica, la sharia, rivista, per così dire, all’occidentale. Il reportage di Clément Pétreault su Le Point ne spiega alcuni dettagli.

 

Patricia Khoder ha intervistato, per L’Orient Le Jour, il vescovo siriaco-ortodosso di Monte Libano e Tripoli George Saliba. Pur essendo generalmente ottimista, il prelato afferma con sicurezza che tra una dozzina di anni i cristiani scompariranno dal Medio Oriente, se la situazione attuale si protrae senza cambiamenti.

 

Nella notte tra venerdì e sabato, gli Stati Uniti, con Francia e Gran Bretagna, hanno bombardato la Siria. A tema c’è il presunto utilizzo di armi chimiche da parte del regime siriano di Bashar al-Assad. Dominique Moїsi scrive il suo commento su Les Echos: a suo avviso, per quanto non dia merito al presidente americano Donald Trump, l’inazione sarebbe stato un errore ancora più grave.

 

L’opinione di Alexandre Del Valle su Atlantico a proposito del ruolo dell’Occidente nella guerra in Siria. Il politologo afferma che la questione siriana non sia l’unica in cui l’Occidente si sia dimostrato inefficiente. Per Del Valle le ex-potenze mondiali sono messe in scacco in Medio Oriente, così come lo sono nei rapporti con la Cina, con l’Ungheria e in generale nel mondo.

 

Dalla stampa anglofona

 

Andrew Tabler sull'Atlantic spiega come in Siria si sia arrivati alla situazione attuale: una storia di conflitti etnici e settari, di connivenza internazionale, e soprattutto di sofferenza dei civili. 

 

Il giorno dopo gli attacchi di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna in Siria, Assad lancia una nuova offensiva contro i gruppi anti-regime, scrive il Wall Street Journal. Le forze armate di Damasco si stanno muovendo contro aree non ancora sotto il controllo del governo.

 

Alcuni siriani sono preoccupati che i raid di Trump possano causare più attacchi contro i civili. Il racconto e le testimonianze di BuzzFeed

 

I primi rifugiati Rohingya sono stati rimpatriati in Myanmar nonostante i timori delle Nazioni Unite per la loro sicurezza. I gruppi per i diritti umani criticano la mossa definendola una mossa pubblicitiaria, mentre il Bangladesh prende le distanze, racconta il Guardian

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

Per approfondimenti e analisi abbonati alla nostra rivista semestrale