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Rassegna stampa

Italia e Germania: una missione UE alla frontiera fra Niger e Libia per contrastare l'immigrazione

Rassegna stampa del 15/05/2017

Dalla stampa italiana

 

 

Si apre la settimana che porterà alle elezioni presidenziali in Iran. Su Avvenire Luca Geronico spiega qual è lo stato dell'economia iraniana, principale fattore che influenzerà l'esito del voto, come la situazione è cambiata nel corso dell'ultima legislatura e come i candidati conservatori stanno attaccando il presidente uscente Hassan Rouhani.

 

 

Il viaggio a Pechino di Paolo Gentiloni, scrive Fabio Martini su La Stampa, è servito anche a preparare l'ormai imminente G7 di Taormina. Secondo quanto riporta Martini, Gentiloni punta a individuare una "linea d'azione che chiami in causa i Paesi leader del mondo occidentale" nell'affrontare la questione migratoria e a giungere alla dichiarazione della Libia come "fattore di instabilità globale".

 

 

Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera definisce la lettera che i ministri dell'interno Thomas de Maizière e Marco Minniti hanno inviato l'11 maggio alla Commissione europea "una svolta nei rapporti di forza all'interno dell'Unione". Con questa missiva i due ministri chiedono all'Unione europea di inviare una missione alla frontiera fra Niger e Libia per contrastare gli ingressi illegali in Europa.

 

 

Continua a peggiorare la situazione umanitaria in Yemen. A Sana'a è in vigore lo stato di emergenza in seguito allo scoppio di una epidemia di colera che ha ucciso sinora decine di persone, scrive AsiaNews.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

In seguito ad una conferenza tenuta dai servizi segreti canadesi e francesi, è stato pubblicato un riassunto dell'incontro in cui è stata inserita un'analisi non molto ottimista della situazione in Iraq e in Siria e dei potenziali rischi (Géopolis).

 

 

Orient XXI mostra come la gente vive a Diyarbakir, in Kurdistan, una città che, insieme ad altre, è diventata palcoscenico di una rinascita della resistenza civile al potere turco soprattutto grazie all'impegno sociale e civile delle nuove generazioni.

 

 

Abdel Hamid el-Ahdab sostiene su L'Orient le Jour che la vittoria di Emmanuel Macron alle elezioni presidenziali francesi abbia portato un impulso favorevole all'unità europea, andando così a discapito di Stato Islamico, Russia e corruzione.

 

 

Frédéric Autran racconta per Libération la vita delle comunità musulmane in una periferia di Detroit, che si sentono impotenti di fronte al decreto anti-immigrati di Donald Trump.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Che influsso avrà la presidenza di Emmanuel Macron, iniziata ieri in Francia, sulle relazioni commerciali con il Medio Oriente? Molti Paesi della regione hanno forti relazioni commerciali con la Francia, con 380 compagnie mediorientali che vi operano. Allo stesso tempo, investitori del Medio Oriente hanno un ruolo forte nel Paese, scrive Newsweek.

 

 

Il Kingmaker nelle elezioni presidenziali iraniane. Perché è Khatami, e non Khamenei, a influenzare di più il voto. Lo spiega Foreign Affairs (Paywall).

 

 

Un soldato americano è stato ucciso in Somalia il mese scorso, il primo militare americano a perdere la vita nell’instabile Paese africano in due decenni. Che cosa stanno facendo in Somalia le forze speciali degli Stati Uniti? Lo spiega l’Atlantic.

 

 

Ancora Somalia: a Mogadishu ci sono violenza, un’economia in espansione, ma anche la carestia. Nella capitale somala, scrive l’inviato del Guardian, gli agenti immobiliari fanno fortuna, recentemente c’è perfino stato un TedX, ma dopo anni di violenze, un tentativo di ripresa è minacciato dalla carestia che obbliga mezzo milione di persone a cercare aiuti economici.

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