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Rassegna stampa

Kabul: autobomba provoca almeno 80 morti

Rassegna stampa italiana ed estera, 31 maggio 2017

Dalla stampa italiana

 

 

Un veicolo imbottito di esplosivo ha colpito in piazza Zanbaq, nel cuore della zona diplomatica di Kabul, vicino al palazzo presidenziale. Almeno 80 persone hanno perso la vita e 350 sono state ferite (La Stampa, in inglese sull'Independent).

 

 

Continuano le violenze in Centrafrica. Lucia Capuzzi su Avvenire racconta la scelta di monsignor Juan José Aguirre Muñoz, vescovo di Bangassou: insieme ad altri sacerdoti ha fatto da scudo umano a 2000 civili musulmani bersagliati dalle milizie anti-balaka e ora li ospita nel seminario minore per proteggerli. Le milizie però continuano a essere una minaccia grave, si legge.

 

 

In quello che Gabriele Moccia su Il Foglio definisce un effetto della rielezione di Rouhani a presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, è stato aperto a Roma il primo ufficio di un istituto di credito di Teheran, la banca Saman. Secondo Moccia "è chiaro che Rouhani punta a una maggiore integrazione finanziaria con l'Europa".

 

 

Sul Corriere della Sera reportage di Marta Serafini da Erbil, dove ha visitato le carceri in cui sono detenuti i minorenni che hanno combattuto per Isis.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Dopo i primi attentati che hanno avuto luogo dall'inizio del mese di Ramadan, Patrick Cockburn sull'Independent prevede un periodo ancora più sanguinoso di quanto non lo furono i Ramadan degli scorsi anni. Una delle cause sarebbe da rintracciare nella perdita di territori da parte di Isis e al-Qaida.

 

 

Secondo quanto riporta Deutsche Welle, 12.000 afghani, le cui richieste d'asilo sono state rifiutate dalle autorità tedesche, saranno rimpatriati. Il tema è controverso per via delle condizioni di insicurezza del Paese di origine.

 

 

Samuel Tadros sul Washington Post si sofferma sulla situazione dei copti egiziani: l'assenza di una risposta violenta da parte di questa comunità sta generando reazioni opposte.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

La proiezione del film Wonder Woman in Libano potrebbe essere ostacolata dalle autorità per via della nazionalità israeliana dell'attrice protagonista (Le Point).

 

 

Continuano le manifestazioni in Marocco per chiedere la liberazione di Nasser Zefzafi (L'Express).

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