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Religione e società

L'icona di kazan amata anche dal sindaco musulmano

Negli ultimi mesi si è tanto parlato dell'avvenuta restituzione al popolo russo da parte del Vaticano della famosa icona detta della Madre di Dio di Kazan. La cerimonia della consegna nella mani del Patriarca russo-ortodosso Alexej II si è svolta il 28 agosto scorso giorno in cui secondo il calendario liturgico ortodosso viene celebrata la festa della Dormizione di Maria, nella cattedrale del Cremlino di Mosca. In quell'occasione una delegazione ufficiale del Vaticano guidata dal Cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani, durante una liturgia in rito orientale, ha affidato al Patriarca l'icona, che così dopo una lunga odissea terminata dieci anni fa negli appartamenti privati del Papa in Vaticano, finalmente è tornata in patria. Il portavoce Vaticano Joaquin Navarro Valls aveva spiegato che il dono dell'icona ricordava il desiderio del Papa «che questo pellegrinaggio romano della Madonna di Kazan possa contribuire all'auspicata unità tra le Chiese Cattolica e Ortodossa».

 

Oltre ai vari esponenti ufficiali che partecipavano alla cerimonia era presente anche il Sindaco di Kazan, Kamil Iskhakov, uomo di fede musulmana. Egli già da vari anni si impegna per il ritorno dell'icona proprio a Kazan, capitale della Repubblica del Tatarstan. Il Cardinale Kasper ha infatti assicurato che il Patriarca ortodosso è intenzionato a riportare l'icona nel suo luogo di provenienza una volta che saranno terminati i lavoro di restauro della cattedrale, previsti per l'estate di questo 2005. Il Sindaco di Kazan però sta già pensando a un nuovo progetto e cioè la costruzione di un nuovo santuario mariano, aperto anche ad accogliere i musulmani insieme agli ortodossi e ai cattolici, che dovrebbe sorgere nel luogo dove nel 1579 fu ritrovata l'icona. Nel Tatarstan più di metà della popolazione è musulmana ed è un prezioso modello di convivenza pacifica fra le tre religioni monoteistiche.

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