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Rassegna stampa

La musulmana «indifferente» tra i cadaveri di Londra? Un troll russo

[Shutterstock.com]

Dalla stampa italiana

 

La musulmana «indifferente» tra i cadaveri di Londra? Un troll russo. La foto della giovane con l'hijab postata da uno dei 2700 account falsi creati all'ombra del Cremlino per diffondere fake news e influenzare la politica britannica e americana. Aveva twittato pro Trump e pro Brexit. Durissimo attacco di May a Putin (Il Corriere della Sera).

 

«Aste di migranti in Libia». Il video della Cnn. Un reportage della Cnn mostra in video in cui due ragazzi vengono venduti dai trafficanti di uomini. I filmati sono stati consegnati alle autorità libiche, che promettono un'indagine (Avvenire).

 

Chi è il riformatore dell'islam tedesco. Abdel-Hakim Ourghi ha affisso le sue tesi a una moschea e ha fondato un luogo di culto islamico dedicato a Goethe (Il Foglio).

 

Dalla stampa anglosassone

 

Il sostegno dell'Unione europea alla Guardia costiera libica è "inumano", dicono le Nazioni Unite. Questo appoggio secondo l'Onu porta alla detenzione arbitraria e indefinita di migranti in condizioni "inumane" (Reuters).

 

La Russia usa un video game per "provare" che gli Stati Uniti starebbero lasciando fuggire i membri di Isis dalla Siria. Il ministero della Difesa russo ha presentato immagini compromettenti, ma all'origine ci sarebbe  la volontà di screditare l'America (the Washington Post).

 

I vignettisti egiziani crescono nell'ombra. Le arti grafiche e le loro velate allegorie politiche (the Atlantic).

 

Dalla stampa francofona

 

En Libye, des migrants vendus et transformés en esclaves. Une enquête de CNN révèle un trafic d'êtres humains à l'échelle encore inconnue (L'Obs).

 

“Nous sommes mille fois mieux sans” les ex-alliés du Golfe, affirme l'émir du Qatar. Cheikh Tamim ben Hamad indique que son gouvernement avait mis en place des plans d'urgence alors que la crise du Golfe pourrait durer (L'Orient le Jour).

 

«Mon frère ne nous parlait que d’islam». Le parcours de l’Yverdonnois radicalisé et arrêté en France révèle un garçon qui se cherchait. Il touchait l’aide sociale depuis trois ans. Son frère raconte la dérive à laquelle sa mère et lui ont assisté, impuissants (Letemps.ch).

 

 

Dalla stampa francofona

 

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