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Cristiani nel mondo musulmano

Medio Oriente: le minoranze, la libertà e il buon governo

Roma 30 settembre~1 ottobre 2005

In vista del Sinodo sull'Eucaristia convenivano a Roma Vescovi da ogni parte del mondo. L'occasione per un dialogo a tutto campo sulla situazione dei paesi di provenienza era ghiotta e l'Ambasciatore di Francia presso la Santa Sede, Pierre Morel, non se l'è lasciata sfuggire, dando vita, nella scia della tradizionale attenzione francese verso il Medio Oriente, ad un convegno di altissimo livello sulle Chiese orientali e sulla situazione delle Comunità Cristiane nel mondo arabo. Impossibile dar conto della ricchezza degli interventi, aperti dal Card. Moussa Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, ed organizzati secondo un criterio misto, tematico-geografico (l'Egitto, il Libano, la Siria, l'Iraq, la Palestina, ma anche la libertà religiosa e le vie del dialogo). Molti interventi hanno sottolineato l'attuale crisi che i cristiani mediorientali attraversano a causa della crescita del fondamentalismo islamico nella regione ed il rischio della riduzione significativa se non, in alcuni drammatici casi, della scomparsa di queste millenarie comunità sotto la spinta all'emigrazione. Tra le voci più accorate in questo senso la testimonianza del Patriarca caldeo di Baghdad, S.B. Emmanuele III Delly. Non sono mancati tuttavia i segni di speranza e le testimonianze di una collaborazione con le comunità musulmane.

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